Zooantropologia
E' la disciplina che si occupa dell’interfaccia relazionale tra l’uomo e l’eterospecifico e del contributo referenziale che esita da questa relazione ovvero degli apporti di cambiamento che l’uomo può ricevere dall’alterità animale; secondo tale disciplina: a) l’eterospecifico può essere un referente (controparte dialogica) per l’uomo, b) la relazione che ne esita dà luogo a una referenza specifica, c) l’uomo ha bisogno di questa referenza per costruire le proprie qualità (predicati); ammette un nuovo contribuito dalla partnership con l’animale, quello referenziale, accanto a quello tradizionale di ordine performativo o zootecnico e quindi un nuovo ambito di partnership o ruolo dell’animale nella società umana; differenzia l’interfaccia relazionale, caratterizzata da una struttura dialogica (reciprocazione, transazione), dalle altre interfaccie non dialogiche, vale a dire: l’interazione, dove l’animale è uno stimolo; la fruizione, dove l’animale è un mezzo; la sostituzione, dove l’animale supplisce a una carenza; interpreta l’eterospecifico come alterità, caratterizzata da soggettività, diversità, singolarità; per rafforzare il portato referenziale ovvero la partnership dialogica è necessario favorire la coinvolgibilità dell’eterospecifico nelle situazioni relazionali (prosocialità) e promuovere nella persona l’attribuzione dei predicati di alterità all’eterospecifico; in pedagogia cinofila lavorare secondo tale approccio significa: formare la coppia relazionale, formare attraverso la relazione, formare per la relazione – considerando la coppia come il fuoco del processo.
Fonte: Pedagogia cinofila
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