
Il paradigma postumanistico mette in discussione la visione disgiuntiva ed emanativa della cultura, quindi non legge la conoscenza come un’attività per aumentare il dominio dell’uomo bensì come un modo per accrescere il legame della nostra specie al mondo attraverso il debito referenziale e la responsabilità. La logica post human non si basa sul superamento dell’uomo ma sull’ammissione che le qualità umane si costruiscono nella relazione con il non umano, per esempio gli altri animali. Le qualità umane sono pertanto ritenute frutto della relazione con gli altri esseri viventi e in questo senso l’uomo deve riconsiderare tale rapporto, incentivandolo e valorizzando le alterità. Ciò che viene rigettata è proprio la pretesa di considerare l’uomo quale unico protagonista dell’universo. Secondo il postumanismo lo sbaglio sta nel considerare l’uomo come centro e misura della realtà, quale si riscontra nell’idea umanistica di essere umano speciale perché disgiunto dagli altri esseri viventi, autosufficiente nella propria costituzione e con in mano saldamente i fili del proprio destino. Questa visione nega qualsiasi forma di alterità non umana e condanna l’uomo al totale isolamento e alla presunzione di essere bastevole a se stesso. La cultura è pertanto la via per favorire la coniugazione dell’uomo e per conoscere meglio e apprezzare il non umano. In questa visione viene rigettato il paradigma antropocentrico (vedi voce antropocentrismo) perché si ritiene la condizione umana non emanativa dell'uomo ma frutto della contaminazione con il non umano.
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Biocentrismo Bioetica Transumanare |
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| Antropocentrismo |
| Arousal |