Il cane di oggi si trova a dover affrontare situazioni e problemi che non c’erano solo cinquant’anni fa.

Il lavoro dell’educatore cinofilo rappresenta pertanto un’esigenza fortemente sentita nella società. Per integrare il cane in città e favorire le sue capacità relazionali e sociali è necessario un corretto indirizzo di sviluppo, rendere cioè il cane capace di stare in modo positivo e sereno nelle diverse situazioni che offre il contesto cittadino.


Quali sono i compiti dell’educatore cinofilo?


Il ruolo consulenziale

Il primo compito di un educatore cinofilo è quello di fornire una consulenza personalizzata al proprietario, spesso nutrito da una passione per i cani, ma che non avendo una cultura legata all’etologia, tende facilmente ad antropomorfizzare l’animale o assumere nei suoi riguardi dei comportamenti inadeguati. L’educatore cinofilo deve essere perciò il primo presidio comportamentale che aiuta il proprietario a impostare la relazione con l’animale in modo corretto nei vari momenti della giornata come ad esempio il rito alimentare, le passeggiate o il gioco. Il primo compito è quindi quello consulenziale in quanto viviamo in una società che pur amando gli animali manca delle conoscenze necessarie per assicurare loro benessere e il rispetto delle coordinate etologiche.


Osservare la vita del cane

Il terzo compito è quello di osservare la vita del cane nella situazione particolare: capire il tipo di casa dove le persone vivono con lui, il tipo di ambiente, il lavoro che svolgono e il tempo libero che posseggono in modo da declinare queste informazioni in un progetto specifico per favorire l’integrazione del cane in quel particolare contesto. I contesti infatti sono molto variabili, ci sono persone che vivono in case con giardino, persone che fanno spesso escursioni, persone che vivono in vicinanze di parchi, case grandi, case piccole… l’educatore cinofilo deve avere quindi la capacità di valorizzare l’ambiente di vita del cane per implementare una relazione corretta.


Vedere il mondo con gli occhi di quel cane

Il quarto aspetto è quello di essere “l’avvocato difensore del cane” nel senso di cercare di mitigare le aspettative improprie del proprietario, ovvero quei desideri che non sono coerenti con il carattere di quel cane (individuali o di razza) e far quindi capire alla persona quali sono le attività più consone per quello specifico animale e cosa ci si può aspettare da lui. In certe situazioni poi è necessario che il proprietario diventi una buona guida per il proprio cane, ovvero sia accreditato in modo che il cane si senta tranquillo e sicuro e che si possa fidare ed affidare alla persona nelle varie esperienze che si troverà ad affrontare.


Pedagogia cinofila


Cosa è la pedagogia cinofila

È in Siua che nasce la pedagogia cinofila, un intervento mirato sul soggetto in età evolutiva con lo scopo di raggiungere obiettivi concreti, riassumibili in due principi fondamentali:
  • dare al cane le migliori possibilità per inserirsi in modo soddisfacente nella società contemporanea;
    • valorizzare le propensioni di quel cane, le sue doti particolari, e trasformarle in competenze e in occasioni di arricchimento.

    L’educatore cinofilo aiuta il cane a crescere in modo completo ed equilibrato e lo fa in coerenza con i principi della pedagogia cinofila. Attraverso specifici esercizi di relazione con il mondo e con le persone – le attività evolutive – si pone l’obiettivo di orientare lo sviluppo del carattere e delle conoscenze del cane per aiutarlo ad adattarsi a tutte le situazioni e a trovare gratificazione ed equilibrio in questo nostro mondo così complesso. In questo modo fa prevenzione comportamentale e favorisce l’inserimento del cane nella relazione e nel mondo.
    La pedagogia cinofila non mira a costruire delle prestazioni specifiche ma a dare un indirizzo evolutivo al cane durante l’età evolutiva in modo tale da rafforzare il suo carattere secondo i seguenti obiettivi:
    • accrescere la sua competenza sociale nell’interazione con gli altri cani e con l’essere umano;
      • favorire le sue capacità di integrazione nella società umana, vale a dire dargli competenze di interazione con il mondo;
        • rafforzare il suo carattere in termini di equilibrio e solidità accrescendone le capacità relazionali ma anche l’autoefficacia;
          • valorizzare le propensioni di quel particolare cane insegnandogli ad esprimere le sue doti con competenza.


          Consulenza famigliare


          L’educazione cinofila non è solo “educazione del cane”, ma è ancor prima educazione di tutto il gruppo familiare che accoglie il cane. È educazione della relazione, perché solo se il cane è inserito all’interno di un contesto coerente e favorevole, ossia in linea con le sue esigenze, rispettoso dei suoi bisogni e soprattutto consapevole delle sue caratteristiche etologiche, è possibile farlo crescere correttamente. L’educazione del cane è permanente, pertanto occorre aver cura non solo del cane ma di tutto il contesto che lo accoglie, prima di tutto della relazione con la famiglia.
          Il cane si nutre di relazione: all’educatore cinofilo viene richiesta in primis la capacità di dare dei suggerimenti e delle informazioni utili per la famiglia, al fine di evitare fraintendimenti e di portare a eccellenza la presenza del cane. Questo non significa imporre dei modelli e standardizzare la relazione, ma aiutare quella particolare famiglia e quel cane a trovare, insieme all’autenticità di rapporto, anche la migliore valorizzazione di questa esperienza.


          Un consulente di relazione

          Il consulente di relazione è una figura professionale molto importante perché deve sapersi relazionare con le persone ed entrare in punta di piedi all’interno della sistemica familiare. Il corso prevede specifiche lezioni con pedagogisti e psicologi nonché con istruttori con una consolidata esperienza nella relazione familiare. Questo consente al corsista di maturare le competenze necessarie per offrire il miglior servizio consulenziale.

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