È fondamentale portare nelle scuole dei progetti didattici che abbiano come obiettivo lo sviluppo di conoscenze reali e concrete sugli animali.
I bambini di oggi conoscono Peppa Pig, non il maiale; Pongo, non il cane; Bugs Bunny, non il coniglio; Silvestro, non il gatto e via dicendo.
Vari sono gli argomenti che si possono affrontare in un progetto di zooantropologia didattica per accrescere fondamentalmente questi quattro ambiti:
    • la conoscenza dell’alterità animale in quanto soggetto (non è un oggetto o una macchina) e in quanto diverso perché appartenente a un’altra specie;
      • il rispetto dell’animale come individuo, portatore di bisogni, di sensibilità e di desideri;
        • il significato ecologico del vivente, ovvero il rispetto delle relazioni, degli ecosistemi, delle connessioni e dei luoghi ove tali relazioni si realizzano;
          • il valore che la relazione con le altre specie ha sempre avuto per l’essere umano.

          Ovviamente un progetto di zooantropologia didattica non può sviluppare tutti gli argomenti potenzialmente affrontabili, pertanto è indispensabile tarare bene il proprio progetto a seconda del tempo disponibile, dell’età dei ragazzi, dei bisogni espressi dall’insegnante. L’operatore di zooantropologia didattica viene formato durante il corso a conoscere gli argomenti di massima, vale a dire le aree tematiche all’interno delle quali ritagliare il proprio specifico progetto didattico.
          Un’area tematica pertanto non è un progetto ma un grande contenitore di micro-argomenti intorno ai quali disegnare il proprio progetto.

          Le aree tematiche riguardano:


          • gli argomenti riferibili al comportamento animale, sviluppabili su una specie analizzata nei diversi aspetti comportamentali o su un capitolo dell’etogramma (per esempio la percezione piuttosto che la comunicazione) riferite a più specie;
            • gli argomenti riferibili allo studio della biodiversità riguardanti il rapporto tra gli animali e l’ambiente, l’osservazione degli animali in natura e la ricerca degli indizi, l’analisi dell’adattamento e la spiegazione delle forme e delle strategie;
              • gli argomenti riguardanti la partnership tra l’uomo e gli animali, sviluppati sulle tematiche della domesticazione, dei rapporti collaborativi tra uomo e animali, delle ricadute simbolico-culturali della relazione con gli animali, dell’ispirazione data dalle altre specie.


              Educare attraverso la relazione


              Non si tratta solo di educare i bambini a un rapporto più autentico e rispettoso verso le altre specie (obiettivi 1), quello che ci deve chiedere infatti è se, privati di questa relazione così importante nella storia dell’essere umano, i ragazzi non ne risentano da un punto di vista formativo. Si tratta pertanto anche di “educare i bambini attraverso la relazione con le altre specie” (obiettivi 2).


              Le valenze formative dei progetti di zooantropologia didattica

              I progetti didattici che fanno riferimento alla relazione tra l’uomo e le altre specie hanno dimostrato importanti valenze formative e disciplinari al punto tale da essere considerati degli ausili insostituibili per l’insegnante. Ricostruire un tessuto relazionale con le altre specie basato sull’importanza di considerare la soggettività, la diversità, la relazionalità e il valore significa infatti mettere al centro della formazione del bambino le sue competenze empatiche e dialogiche, quell’essere-in-relazione che purtroppo rischia di essere perduto nella cultura contemporanea della distanza e del consumismo.


              Gli obiettivi relazionali


              I progetti di zooantropologia didattica pertanto non si basano soltanto sugli obiettivi 1 – definibili anche come “obiettivi relazionali” perché incentrati sul miglioramento dell’incontro tra il ragazzo e l’eterospecifico – ma altresì sugli obiettivi 2 ovvero riguardanti i contributi formativi che il ragazzo può ricevere allorché ha sviluppato un buon livello di consapevolezza circa i caratteri di soggettività, diversità, relazionalità e valore dell’alterità animale. Un progetto di zooantropologia didattica perciò non deve solo scegliere l’area tematica su cui incentrare il proprio intervento, ma altresì gli obiettivi formativi che si prefigge.
              La zooantropologia didattica si pone perciò anche la finalità di studiare i contributi che l’incontro e il confronto con gli animali offre al bambino – in termini di ispirazioni, modelli, scacchi da superare, sostegni, orientamenti ossia, in altre parole, di referenze – per poi applicare questi riscontri in progetti specifici che aiutino i ragazzi ad accrescere certe competenze. Da un punto di vista educativo si è potuto evidenziare nelle ricerche degli ultimi trent’anni che la referenza animale aiuta a sviluppare l’immaginario, l’empatia, la curiosità esplorativa, gli atteggiamenti di cura, la raccolta organica dei dati, l’espressività e la comunicazione non verbale, l’accettazione della diversità, la conoscenza della corporeità.


              Contattaci per ricevere maggiori informazioni

              +39 051 6661562 info@siua.it