Negli ultimi cento anni, le fotografie mostrano un grande cambiamento morfologico di molte razze canine. Questo cambiamento è stato fatto, attraverso la selezione e con atteggiamento egoista per mano dell’uomo per soddisfare caratteristiche estetiche ma trascurando la salute del cane. Questa volontà di trasformare il fisico del cane nasce spesso da un bisogno dell’uomo di vedere il cane come un eterno cucciolo, cercando di mantenere o far emergere nelle razze le caratteristiche di neotenia per appagare l’innato bisogno umano di prendersi cura di qualcuno (epimelesi) che necessita fortemente delle nostre attenzioni. La neotenia è il fenomeno evolutivo per cui una specie animale mantiene attributi fisici tipicamente giovanili. Nel 1943 Konrad Lorenz (1903 – 1989, noto zoologo ed etologo austriaco, fondatore della moderna etologia scientifica) teorizzava quali fossero questi tratti distintivi del cucciolo di cane:

– testa grossa/tondeggiante
– viso piccolo rispetto al resto del cranio
– fronte convessa
– muso corto
– occhi grandi e tondi
– guance paffute
– arti corti e corpo tozzo
– pelle morbida
– andatura goffa
– comportamento giocherellone

cambiamenti morfologici cane
Foto Frontiers in Psychology

Non a caso in molte delle razze che andremo ad analizzare in seguito vedremo nel tempo un accorciamento delle zampe e del muso.
Tali caratteristiche vengono definite da Lorenz segnali infantili. Sulla base delle ricerche di Lorenz, Lorna e Raymond Coppinger (biologi statunitensi) hanno riscontrato una forma di neotenia nella specie canina. In 12 000 anni di addomesticazione del cane, l’uomo ha cercato di selezionare i soggetti più docili e adatti a collaborare, selezionando cani sempre più dipendenti dall’uomo e immaturi dal punto di vista psichico e morfologico. Gli stadi neotenici teorizzati da Lorna e Raymond Coppinger sono cinque, da un primo stadio in cui il cane ha le caratteristiche di un cucciolo di lupo ad un quinto stadio, quello del lupo adulto, che pochissimi esemplari di cani domestici riescono a raggiungere (nella loro scala neotenica solo il Siberian Husky e il Groenlandese).
Vediamo i cinque stadi neotenici:

1º stadio, o stadio del neonato – Corrisponde al cucciolo di lupo fino ai due mesi
I cani al primo stadio neotenico hanno caratteristiche fisiche prepotentemente infantili, tipiche dei cuccioli di lupo nel primo e secondo mese di vita. Il muso è corto, le orecchie piccole e pendenti, il cranio tondeggiante, il corpo tozzo e l’andatura goffa. Psicologicamente il cucciolo è legato esclusivamente alla madre e ai fratelli, e allontanarsi da loro gli provoca paura e stress. Il mondo esterno gli interessa pochissimo, e ha paura di tutto ciò che non conosce: quindi tende a reagire aggressivamente a qualsiasi stimolo estraneo.
Razze-esempio: tutti i molossoidi. Questi cani sono lottatori senza inibizioni rituali (che compaiono infatti solo nel lupo adulto), ottimi guardiani perché estremamente territoriali (in loro, “tana” e “territorio” sono addirittura sinonimi), non molto adatti ad attività che richiedano un alto temperamento (ovvero velocità di reazione agli stimoli) e spirito di iniziativa. Non sono gerarchici, perché l’ordinamento gerarchico inizia solo a tre mesi: per loro il concetto di “padrone-capobranco” non esiste. Esiste invece il concetto di “padrone-mamma”, perché è questa che amano, rispettano e prestano obbedienza.

2º stadio, o stadio del gioco – Corrisponde al cucciolo di lupo di 4 mesi
I cani al secondo stadio neotenico si avvicinano al cucciolo di lupo dal terzo al quarto mese di vita. Manifestano curiosità e vivacità verso gli stimoli esterni, giocano spontaneamente con i fratelli e con i genitori, cominciano ad uscire dalla tana e a interagire (sempre in modo ludico) con altri membri del branco, ma diffidano ancora di ciò che conoscono. Provano grande piacere nel prendere tutto in bocca.
L’aspetto fisico presenta: orecchie più lunghe, ma in posizione ancora pendente o semieretta, muso allungato e corpo più agile e proporzionato.
Razze-esempio: la maggior parte dei braccoidi e soprattutto i retrievers. Sono poco adatti a compiti di guardia e difesa, perché ancora carenti dal punto di vista del coraggio: inoltre hanno ormai abbandonato il legame con la tana, ma non hanno ancora sviluppato una sufficiente territorialità di tipo alimentare/sessuale (tipica dell’adulto). Di indole giocosa e affettuosissima, hanno una vera passione per il riporto. Cominciano ad intuire il concetto di gerarchia, ma sono ancora legati anche alla madre: il padrone ideale è quello che sa tenere un comportamento intermedio tra “mamma” e capobranco.

3º stadio, o stadio del stadio del paratore – Corrisponde al cucciolo di lupo di quattro-sei mesi
Le orecchie sono ormai erette o quasi erette, il muso si è ulteriormente allungato, l’andatura è agile e sciolta. In questo stadio il cane non è più in “fase orale” e quindi è meno appassionato al riporto: manifesta invece la tendenza a sorpassare qualsiasi oggetto (o animale) in movimento, intercettandolo e tagliandogli la strada. Questo comportamento viene detto appunto parata e rappresenta una sorta di preparazione al comportamento predatorio, che si manifesterà poco tempo dopo e che si tradurrà nell’inseguimento della preda e nel tentativo di afferrarla ai talloni. In natura, dai tre ai sei mesi, avvengono le fase di ordinamento gerarchico e di ordinamento del branco: quindi questi cani sono già molto gerarchici e collaborativi.
Razze-esempio: la maggior parte dei lupoidi, specialmente quelli da pastore. Questi cani sono adatti a compiti di guardia, perché già territoriali; di difesa, perché sono pronti a tutto per il padrone-capobranco; di pista, perché conoscono già le tecniche di caccia che li spingono a usare l’olfatto; di conduzione del gregge, perché tendono a “raggruppare” gli animali che vengono loro affidati. Le razze che appartengono al terzo stadio sono quelle più duttili ed eclettiche, perché mostrano una maturità psichica “quasi” adulta ma restano assai dipendenti dai superiori gerarchici.

4º stadio, o stadio del tallonatore – Corrisponde al lupo adolescente
La prima teoria neotenica si fermava a questo stadio, raggruppando tutto il periodo che va dall’adolescenza all’età adulta: oggi si tende ad aggiungere un quinto stadio per rappresentare il cane completamente adulto.
Nello stadio del tallonatore il cane presenta un fisico simile a quello del lupo adulto: orecchie dritte, muso lungo, muscolatura ben sviluppata, corpo agile. I tallonatori sono indipendenti, capaci di prendere iniziative in proprio e fortemente predatori (sono già nello stadio in cui devono collaborare con gli adulti nella caccia). Tendono a inseguire la preda e di bloccarla addentandola nei quarti posteriori. Sono fortemente gerarchici ma rispettano solo il capobranco, mentre non sanno più farsene di una “mamma”. Con loro è più efficace una dominanza “seriosa” di una sdolcinata e ricca di coccole.
Razze-esempio: appartengono a questo stadio alcuni levrieri, tutti i cani nordici da caccia e due da slitta, il Samoiedo e l’Alaskan Malamute. Alcuni autori inseriscono il Siberian Husky in questa fascia.

5º stadio, o stadio dell’adulto – Corrisponde al lupo adulto
Per fisico e per carattere, il cane che raggiunge questo stadio somiglia a un lupo adulto. Non abbaia quasi più (come già detto, l’abbaio è una manifestazione infantile), ma può ululare per motivi sociali. Molto indipendente e predatore, può avere un legame molto forte solo con i membri di rango superiore che sappiano conquistarsi la sua stima (è anche prodigo di affetto, ma questo non basta per farsi obbedire).
Razze-esempio: i levrieri più primitivi (per es. l’azawakh) e le rimanenti due razze nordiche da slitta, siberian husky e groenlandese. Tra i due, il groenlandese è ancora più “adulto” dell’husky e la sua “gestione” è riservata a veri conoscitori della psiche canina.

Queste teorie sono assolutamente contestabili (l’hanno fatto anche gli stessi studiosi) e non è vero che cani che presentano caratteristiche del primo stadio non prendano mai tratti psichici degli stadi successivi, ma noi usufruiamone per capire la selezione morfologica effettuata dall’uomo.
Nel 1873 comparve il Kennel Club, società di allevatori britannici che per la prima volta stabilirono lo standard estetico delle varie razze. Da quelli che sono gli scritti e i reperti grafici dell’epoca vediamo un netto cambiamento con i nostri cani attuali.
La richiesta va dunque verso cani morfologicamente sempre più cuccioloni e rotondetti, sempre più simili a pupazzetti da poter accudire. Vediamo di seguito quali sono le sei razze canine che hanno subito più pesantemente la selezione dell’uomo da portarle ad avere deformità fisiche che accompagnano spesso patologie a volte gravi e invalidanti per la vita del soggetto.

1. Iniziamo il nostro excursus con il Bulldog Inglese, una delle razze che ha subito più modifiche negli anni. Il corpo, una volta slanciato e leggero (come molti terrier di tipo bull dei nostri tempi, infatti era utilizzato nei bull baiting, combattimenti contro i tori), si è fatto più tozzo, rotondo e pesante. Il cranio ha completamente cambiato struttura, per favorire un’estetica più “buffa”, tondeggiante e c’è una maggior presenza di pelle in eccesso, rugosa. Il muso è diventato più corto e schiacciato. Il Bulldog soffre di svariate patologie ereditarie, fra cui problemi agli occhi e alla pelle, displasia dell’anca, torsione dello stomaco, difficoltà serie a respirare.

2. Il Bull Terrier, una razza molto popolare ai nostri giorni, in passato aveva una morfologia più simile al Pit Bull attuale. Il Bull Terrier ha origine in Inghilterra alla fine del XVIII secolo da un incrocio fra Bulldog e Terrier e veniva usato per i combattimenti. Il Bull Terrier di inizio novecento non subiva la deformità del cranio sebbene non avesse un gran salto fronte-nasale, aveva zampe più lunghe, orecchie molli ed era meno muscoloso e meno robusto. L’impatto della selezione ha prodotto soggetti con parecchi problemi di dermatiti, di cuore, reni e sordità. Inoltre la stazza più tozza e meno leggera porta inevitabilmente lussazioni della rotula.

3. Nel Boxer vediamo un cambiamento analogo verso l’esagerazione di tratti già presenti nei primi boxer registrati come razza. Il boxer è stato selezionato nel 1870 in Germania incrociando il Bullenbeisser e l’Old English Bulldog. Nella prima foto vediamo Flocki, primo boxer registrato nel 1895. La forma della mandibola è diversa, le labbra del boxer attuale sono più flosce, il muso sempre più schiacciato. Per quest’ultima caratteristica esso soffre di colpi di calore e problemi respiratori quando le temperature si alzano. Il boxer è soggetto inoltre a torsione dello stomaco, allergie, problemi cardiaci e tumorali.

4. Il Cavalier King Charles Spaniel venne selezionato con determinate caratteristiche da re Carlo II, appassionato della razza. Il muso diventava sempre più corto e rotondo, la fronte sempre più prominente e tondeggiante, così come gli occhi ora rotondi e molto grandi. Per via di questa selezione i Cavalier soffrono di displasia della retina e cataratta e numerosi problemi cardiaci.

5. Lo Shar Pei, conosciuto per le sue famose rughe, non possedeva inizialmente tutta quella pelle in eccesso, il suo muso era meno schiacciato ed era più leggero e slanciato. Le rughe sempre più numerose, portano agli esemplari dei giorni nostri problemi alla pelle e agli occhi, oltre che allergie alimentari.

6. Come non notare la linea presa dai Pastori Tedeschi che vediamo ormai “seduti” sulle loro zampe posteriori? Il primo standard di razza risale al 1899 e risulta molto diverso dagli esemplari attuali. La curvatura della colonna, completamente contro natura, porta ai soggetti displasia dell’anca e del gomito, problemi di digestione. Il cambiamento dei tratti morfologici del pastore tedesco è stato fatto per fini estetici e per le expo che accettano e premiano queste mutazioni.

Concludendo, per assecondare mode, gusti estetici, criteri di valutazione delle expo e velleità umane di avere al nostro fianco cani con tratti neotenici perennemente da cuccioli, stiamo perdendo di vista i cani prototipici e il benessere fisico dei nostri compagni di vita.

Fonti immagini: https-//dogbehaviorscience.wordpress.com/2012/09/29/100-years-of-breed-improvement/
https://www.animalpedia.it/come-sono-cambiate-le-razze-canine-310.html
fonti web su neotenia: https://it.wikipedia.org/wiki/Neotenia

Immagine di copertina: scienceforthekids

“stephaniaL’autrice
Stephania Giacobone
Nasce nel 1987 a Ginevra. Passa i primi anni della sua vita a Courmayeur, Valle d’Aosta con i suoi primi due cani: Holly, un barboncino e Maurice, un boxer. Dopo gli studi universitari umanistici e teatrali a Torino e un master biennale di scrittura alla Scuola Holden, torna a vivere in Valle d’Aosta, con il suo cane, un Amstaff di nome Yannick. Inizia a collaborare a tempo pieno con Laurent Pellu nel loro Centro Cinofilo Yagolandia dal settembre 2014. Frequenta il Corso per Operatori di Zooantropologia Didattica SIUA. A febbraio 2017 entra a far parte della sua vita il suo secondo cane, Maya, una meticcia mix Amstaff/Cane Corso. Conclude il Corso Educatori Cinofili SIUA nel novembre 2016 e un anno dopo inizia il Corso Istruttori Cinofili SIUA. Quotidianamente divide il tempo fra le sue due passioni/lavori: la cinofilia e la scrittura.