Controlli, autocontrolli ed arousal: istruzioni per l’uso

di Luca Nigro

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arousal istruzioni per l'uso

Sempre più spesso, leggendo articoli riguardanti il mondo cinofilo, sento parlare dell’arousal (chiamato spesso attivazione posizionale o livello di attivazione). Questo è un bene, un gran bene. Finalmente ci si rende conto di quanto sia importante questa componente per l’apprendimento o per lo svolgimento di una attività, seppur semplice. In realtà l’arousal è solo una delle tre componenti posizionali, uno dei tre ingredienti fondamentali, utili a comprendere come il cane interagisce con il mondo. Ci si potrebbe dilungare all’infinito nell’intento di spiegare come motivazioni, emozioni ed arousal (le tre componenti) siano utili ad una chiara lettura del cane in un determinato momento o durante la sua vita, utilizzando tecnicismi che però non sono adeguati alla reale comprensione di questi termini; così, come mi è solito fare quando studio, cerco di spiegare il tutto con un esempio che spero sia di più facile lettura.

Foto blog.fitradio.com

Immaginiamo di dover completare un compito che il nostro datore di lavoro ci ha commissionato. La prima domanda è: che lavoro? Potete scegliere: potreste innaffiare un bonsai, riempire una vasca utilizzando pesanti taniche d’acqua, diluire con alcune gocce d’acqua una soluzione chimica, travasare il contenuto di una bottiglia in un’altra identica o più piccola o addirittura più grande. Ovviamente scegliere il tipo di lavoro che più ci gratifica e che più rispetta le nostre capacità e predisposizioni è importante, questo è ovvio. Far sollevare ad un chimico smilzo ed abituato a lavori di laboratorio delle pesanti taniche e costringerlo a tenerle inclinate in alto sarebbe controproducente, come per un forzuto agricoltore sarebbe impensabile usare un contagocce con la precisione necessaria a diluire una soluzione usando un contagocce.
Ecco, queste sono le motivazioni, ciò che ci piace fare, ciò che siamo predisposti a fare.

Immaginiamo ora di aver scelto di riempire una bottiglia d’acqua mezza piena utilizzandone un’altra identica, senza l’aiuto di attrezzi tipo imbuti o simili. Questa cosa ci piace, siamo bravi a farlo, ci gratifica e ad ogni bottiglia riempita ci sentiamo soddisfatti, il nostro lavoro ci piace insomma. Stiamo rispettando le nostre motivazioni, ma questo non è tutto, non è sufficiente. Il che ci porta ad altre domande: guadagno a sufficienza facendo questo lavoro? Potendo scegliere continuerei a farlo o cambierei qualcosa? Se riempio tante bottiglie avrò un bonus? Mi piace l’ambiente in cui lavoro? C’è un modo per farlo meglio? Sono a mio agio col mio datore di lavoro o i miei colleghi? Queste possono definirsi emozioni, ovvero come reagisco a quello che sto facendo. Potrei fare il lavoro dei miei sogni ma non guadagnare abbastanza o avere colleghi tristi o farlo avendo il terrore di sbagliare ed essere rimproverato continuamente.

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Foto sciencenews.org

Mettiamoci in questo esempio nelle condizioni ideali: faccio il lavoro che mi piace, lo faccio serenamente e sono pronto a rifarlo sempre. Sarà sufficiente direte voi, invece no. C’è ancora un particolare al quale non abbiamo pensato, che può compromettere il tutto: come mi sento in quel determinato momento? Sono troppo eccitato per quello che devo fare, ho troppa aspettativa, sono irrequieto o agitato? Quindi rischio di non concentrarmi sul lavoro, ho l’adrenalina a mille e non riesco a tenere la bottiglia inclinata correttamente, è più l’acqua che spreco che quella che serve a riempire la bottiglia, il mio lavoro diventa frustrante. Oppure sono annoiato, depresso, malinconico? Riempio le bottiglie lentamente, alcune le lascio a metà, mi distraggo facilmente. Ecco, questo è l’arousal, misurabile in una scala che va da eccitazione (alto) ad apatia (basso). Ovvio che, per il mio lavoro, avere un arousal intermedio è l’ideale. Potrebbe capitare che, per un evento qualsiasi, io possa improvvisamente agitarmi o eccitarmi, ma non importa, la cosa importante è tornare concentrati nel più breve tempo possibile (fluttuazioni di arousal).

Ecco spiegate le componenti posizionali. Perché sono così utili? Perché è necessario capire che come non tutti gli uomini sono uguali anche i cani sono molto diversi fra loro. Per ognuno è necessario, anzi indispensabile, capire sia il suo orientamento – cosa gli piace – sia come reagisce ad uno stimolo sia il suo livello di attivazione per appagarlo e costruire con lui una sana relazione.

Immagine di copertina: dogwallpapers.net

“luca”L’autore
Luca Nigro
Nato e cresciuto in Puglia con la passione per gli animali. Diventa educatore cinofilo SIUA con lo scopo di approfondire le sue conoscenze.