I falsi miti della cinofilia

di Stephania Giacobone

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I falsi miti della cinofilia

Questo articolo non è semplice da scrivere. I falsi luoghi comuni, le credenze e quelli che sono i dogmi appartenente a vecchie scuole di pensiero, e poi smentiti dagli studi etologici recenti, sono innumerevoli. Vediamone alcuni.

Parliamo di cibo. Il momento del pasto per il cane è molto importante, sarebbe doveroso non commettere errori ed intorno ad esso si sviluppano numerosi luoghi comuni; alcuni di questi, oltre che falsi, sono anche pericolosi.
Tralasciando affermazioni prive di fondamento, come quella secondo cui il cane diventa aggressivo mangiando carne cruda perché assaggia il sapore del sangue, vorrei prendere in considerazione il consiglio del mettere le mani nella ciotola mentre il cane sta mangiando per, in questo senso, chiarire al cane chi comanda. Compiendo quest’azione, non solo si ottiene l’effetto inverso all’obbiettivo di non fare diventare possessivo il cane sulla ciotola, ma anche si diventa irrispettosi agli occhi del nostro cane, con il rischio di perdere la sua fiducia. Nessuno di noi accetterebbe che qualcuno ci mettese le mani nel piatto mentre stiamo mangiando, dunque è corretto usare lo stesso rispetto nei cofronti del cane quando consuma il suo pasto.
Il consiglio di mettere le mani nella ciotola mentre il cane sta mangiando può anzi diventare pericoloso, perché andiamo a stimolare atteggiamenti di possessività e di richiesta di spazio. Può accadere che una prima volta accetterà questa scorrettezza, una seconda volta metterà in atto un ringhio di allontanamento, solitamente punito con una sgridata, infine, alla volta successiva, sapendo che il ringhio verrebbe ignorato o sgridato, passerà all’ulteriore livello di comunicazione per togliere di mezzo quella fastidiosa mano dalla sua ciotola, ovvero il morso, strumento che non potrà di fatto essere ignorato: il proprietario allontanerà la mano per non essere morsicato e, di conseguenza, il cane capirà che il morso è uno strumento che funziona per richiedere spazio e per essere lasciato tranquillo durante il pasto. In caso di problemi di possessività sulla ciotola è dunque necessario contattare un educatore cinofilo che possa supportare il proprietario in modo adeguato con esercizi adatti e non offensivi nei confronti del cane.

Un altro luogo comune falso riguardo il cibo vuole che i membri umani della famiglia debbano mangiare per primi per imporsi come capibranco. Umani e cani hanno una concezione diversa di capobranco e di leader e quando pensiamo di affermarci come tali agli occhi del cane, l’equivoco comunicativo è sempre dietro l’angolo: vederci mangiare prima di lui, in effetti, non serve a fargli capire il suo posizionamento sociale o farci accreditare ai suoi occhi.
Partendo dal presupposto che in branchi di lupi o di cani randagi si è osservato che capobranco e gregari mangiano tutti insieme, anche se consumando parti diverse della preda, possiamo in qualche modo favorire il nostro cane di casa nel comprendere che non è detto che ogni volta che mangiamo noi mangi anche lui introducendo una pausa temporale tra il nostro pasto e il suo, indipendentemente da chi sarà il primo a mangiare.

Affrontiamo ora il consiglio di sfregare il muso del cucciolo sulla pipì con l’intenzione di fargli capire che è una cosa che non deve fare. Poiché la comunicazione del cane è fatta in gran parte dall’annusare marcature, si tratta di un gesto del tutto incomprensibile da parte del cane.
Pensiamo che un comportamento possa venire in qualche modo corretto introducendo qualcosa che per noi umani è punitivo perché affrontiamo il problema sempre dal punto di vista umano. Partiamo dal presupposto che un cucciolo prima dei 5 mesi ha difficoltà a marcare all’esterno della casa così come un neonato non ha il controllo della propria vescica; si aggiunga il fatto che, fuori casa, il cucciolo si sente insicuro, percepisce le marcature di cani più adulti e non se la sente ancora di lasciare testimonianza del suo passaggio in zone frequentate anche da simili; dunque, non è pensabile che riesca a correggere un atteggiamento fisiologico che non riesce ancora a controllare, ancor più se seguito da un nostro gesto che non può comprendere. Da parte del proprietario, si tratta di un comportamento irrispettoso del e non decifrabile da parte del cane. Anche nel caso delle deiezioni lasciate in ambiente domestico dal cucciolo, il consiglio è di contattare un educatore che vi guiderà nel percorso per far sì che la vostra comunicazione sia comprensibile per lui; nei casi di cani adulti che producano deiezioni in ambiente domestico, si dovrà contattare un istruttore cinofilo che possa capire i motivi di certi comportamenti che potrebbero essere espressioni di disagio per il cane.

Ancora riguardo al rapportarsi con il cucciolo, nel momento in cui metta in atto comportamenti indesiderati, alcuni consigliano di afferrarlo per la collottola, come fa la cagna, e rovesciarlo sulla schiena. Purtroppo, qualsiasi punizione fisica o vessazione può portare ad una rottura del legame di fiducia e della relazione cane-proprietario. La madre sposta i suoi cuccioli prendendoli dalla collottola, ma sa bene dove e come sollevarli. Noi agiamo solo producendo dolore e comportandoci con insolenza verso i cuccioli.

Altra affermazione infondata è quella che sostiene che non ci si dovrebbe mettere mai sullo stesso piano del cane, quindi non dovremmo mai sederci per terra alla sua altezza, ma occorre sempre stare più in alto rispetto al cane. Si tratta di un altro luogo comune privo di valore.

È importante affrontare le false dicerie quando si parla di vita con il cane, per aiutare i proprietari a prendere distanza da certi consigli e incuriosirsi in maniera corretta verso la lettura del comportamento della specie con cui vivono. Non è facile, ma il primo passo sta proprio nell’evitare antropomorfizzazioni e prevaricazioni.

Immagine di copertina: supercachorros.org

“stephaniaL’autrice
Stephania Giacobone
Nasce nel 1987 a Ginevra. Passa i primi anni della sua vita a Courmayeur, Valle d’Aosta con i suoi primi due cani: Holly, un barboncino e Maurice, un boxer. Dopo gli studi universitari umanistici e teatrali a Torino e un master biennale di scrittura alla Scuola Holden, torna a vivere in Valle d’Aosta, con il suo cane, un Amstaff di nome Yannick. Inizia a collaborare a tempo pieno con Laurent Pellu nel loro Centro Cinofilo Yagolandia dal settembre 2014. Frequenta il Corso per Operatori di Zooantropologia Didattica SIUA. A febbraio 2017 entra a far parte della sua vita il suo secondo cane, Maya, una meticcia mix Amstaff/Cane Corso. Conclude il Corso Educatori Cinofili SIUA nel novembre 2016 e un anno dopo inizia il Corso Istruttori Cinofili SIUA. Quotidianamente divide il tempo fra le sue due passioni/lavori: la cinofilia e la scrittura.