Chi vive il canile come me sa quanto sia coinvolgente, emozionante, stimolante, ma anche frustrante , irritante, a volte disperante.

Chi vive in canile da una vita sa che il mondo del volontariato animalista è generoso, appassionato, attivo, motivato, ma anche litigioso, presuntuoso e spesso assolutamente impreparato. Chi cerca di cambiare le cose e dare del canile un’immagine che esca dal pietismo da un lato e dalla zootecnia dall’altro, diventa bersaglio di critiche e di attacchi da ogni parte.

Isabella Bertoldi
Isabella Bertoldi

A me, che venivo dal volontariato animalista, imparare chi sia veramente il cane ha cambiato completamente il modo di vivere il canile. Ho ribaltato le mie convinzioni, ho visto i segnali di malessere nei cani che avevo sempre pensato fossero felici, accuditi amorevolmente da noi volontari convinti di sapere cosa loro desiderassero dalla vita.

Da allora, ho cominciato ad avere come obiettivo quello di cambiare le cose, non solo nella mia realtà di canile ma anche nella cultura cinofila in generale. E sono cominciati i problemi. E le polemiche. E gli attacchi. Ogni argomento può scatenare discussioni infinite, e di argomenti il canile ne ha tanti da proporre.

Qualche esempio?
Le adozioni: tutti i cani sono adottabili? E adottabili da tutti? Le adozioni on line sono un bene o un male? I trasferimenti di cani da Sud a Nord sono un’opportunità o un problema?
La valutazione dei cani: è opportuno che sia fatta da chi? Chiunque ami i cani, davvero li conosce bene? Gli operatori conoscono i cani meglio dei volontari, o è il contrario?
L’istruttore cinofilo serve o è solo un estraneo che “non conoscerà mai i miei cani come me che li seguo tutti i giorni”?
La formazione: serve davvero? Oppure l’esperienza è più che sufficiente, anzi, “l’esperienza è la sola cosa che conta”?Ogni giorno, io, che vivo il doppio (anzi triplo) ruolo di responsabile di canile, presidente di Associazione animalista e istruttore cinofilo, mi trovo al centro di discussioni animate, spesso irritanti, spesso faticose, ma anche stimolanti ed enormemente coinvolgenti.Capitemi quindi se da una parte urlo “Evviva! Si parla di canile!” e dall’altra invece mormoro “speriamo bene.”.

Rimane fondamentale dare spazio al confronto, alla collaborazione, alla crescita comune. Lavorare insieme per non perdere mai di vista l’obiettivo del nostro operare: fornire le migliori condizioni di vita possibili ai cani che seguiamo.

Immagine di copertina: wfmynews2.com