Per un cane, passeggiare legati ad una persona è una cosa che non appartiene al suo etogramma. Questa limitazione di movimento, è una costrizione fortemente in antitesi con il suo essere un animale predatore e collaboratore sociale.

Il rapporto mutualistico cane-uomo evolutosi nel corso del tempo ha avuto come naturale conseguenza la convivenza, ai giorni nostri, in ambienti urbani.
Il dover stare in luoghi sempre più densamente popolati, sempre meno naturali e sempre più ricchi di pericoli ha trovato come unica soluzione quella di legare il cane.
Il guinzaglio è il frutto di una nostra perdita di relazione con l’alterità, che perdendo il suo essere controparte di un dialogo, è stata ingabbiata e sempre di più gestita dall’alto della nostra supremazia antropocentrica.
In attesa di tempi migliori in cui, mi auguro, si riuscirà a trovare un equilibrio in cui sapremo vivere con cani realmente integrati e quindi liberi, dobbiamo saper andare al guinzaglio con il nostro compagno a quattro zampe.
Andiamo quindi a vedere quali possono essere alcune linee guida su come rendere il più piacevole possibile una passeggiata con il nostro cane al guinzaglio.

Quale guinzaglio utilizzare?

Quando entriamo in un negozio di animali per comprare un guinzaglio, ci si apre davanti un panorama talmente vasto di scelte, che ci viene difficile prendere una scelta sensata in assenza di linee guida.
Il guinzaglio ideale è quello che ha una lunghezza di tre metri, senza anelli intermedi, con alle due estremità un moschettone ciascuno, e in una di queste un’asola da poter utilizzare come maniglia. Questa tipologia di guinzaglio ti permette quindi di poter gestire due lunghezze diverse (1,5-3 m) in base alle necessità. Sconsigliati quello con anelli intermedi perché, nel caso si debba lasciarlo momentaneamente a terra, ad esempio in un momento in cui due cani si incontrano e cominciano a giocare, i vari anelli potrebbero sbattere contro il cane facendogli male.
Anche il flexi è controproducente nell’andare a passeggio con il proprio compagno a quattro zampe. Tolto il fatto che se dovesse sfuggirci di mano cadendo a terra, il rumore del maniglione di plastica che cade e che poi viene trascinato potrebbe spaventarlo e per di più fargli male. Inoltre se gestito con la lunghezza del filo mai fissa, il cane non saprebbe effettivamente quanto spazio può prendersi portandolo più facilmente a tirare.

Pettorina o collare?

Pettorina e collare sono due strumenti a cui poter attaccare il guinzaglio. Quando una coppia cane-proprietario si sa muovere correttamente, ovvero quando hanno una corretta comunicazione, sono allineati e c’è fiducia reciproca, quale dei due strumenti si utilizza, a mio avviso, non ha importanza. Sono solo agganci per la cintura di sicurezza che è il guinzaglio in caso di pericolo improvviso.
In fase di costruzione però, ad esempio quando si fanno le prime uscite con un cucciolo da poco adottato, allora lo strumento ideale per noi sarà la pettorina ad H. Questo perché avendo l’aggancio per il guinzaglio sulla schiena permette una maggiore libertà di movimento e comunicazione al cane e nel caso tirasse, scaricando la tensione sulla schiena e non sul collo, non proverà dolore.

Qualche consiglio su come andare al guinzaglio con il proprio cane

Come già accennato sopra è importante sapere che il guinzaglio non è uno strumento per condurre e gestire il cane bensì una cintura di sicurezza.
Dovremo quindi essere bravi a comunicare le nostre intenzioni al cane attraverso il corpo. Sarà la posizione dei nostri piedi, delle nostre spalle e della nostra testa a indicargli dove vogliamo andare. Il guinzaglio sarà quasi sempre morbido perchè avremo costruito come coppia un patto comunicativo che ci permetterà di muoverci senza tensioni e di comune accordo.
Un altro consiglio utile è quello di tenere la lunghezza del guinzaglio costante, quindi in base alla zona in cui ci troveremo opteremo per il metro e mezzo o i tre metri. Dovendo passeggiare, ad esempio, sotto dei portici con molte persone, tenderemo a tenere il guinzaglio a 1,5 metri. Se ci trovassimo invece nel mezzo di una piazza potremo tenerlo a 3 metri. Dovremo essere bravi noi proprietari a capire, in base al contesto e a chi è il nostro cane, come regolarci di conseguenza.

Come incontrare altri cani al guinzaglio

L’incontro tra due cani al guinzaglio, personalmente, tendo sempre a non consigliarlo. La comunicazione non è mai pulita. Spesso i cani sono costretti a incrociarsi in spazi limitati senza la possibilità di tenere le distanze da loro volute aumentandone le tensioni. In alcuni casi i due cani vorrebbero giocare iniziando un balletto con relativi proprietari al seguito che cercano di non farli attorcigliare.
Ahimè pensare di evitare sempre incontri di questo tipo è molto difficile soprattutto per chi abita in città. È quindi importante sapere come fare questi incontri, sia noi come proprietari che dare ai nostri cani gli strumenti per farlo.
Se vogliamo immaginare un ipotetico incontro da prendere come esempio, potrebbe svolgersi così: due coppie proprietario-cane si vedono a distanza. Non c’è la possibilità di evitare l’incontro e proseguono per la loro rispettiva direzione. I guinzaglio sono morbidi, i cani rilassati e i proprietari anche. Le distanze si accorciano fino a che i due cani muso a muso cominciano ad annusarsi i rispettivi angoli della bocca e le orecchie, passando poi ad annusarsi il posteriore. Il momento in cui tolgono l’attenzione dal didietro dell’altro cane, è il momento in cui continuare la nostra passeggiata e far defluire l’incontro. Come possono i proprietari aiutare questi incontri? Si muoveranno parallelamente ai propri cani, cercando di tenere i guinzagli morbidi e facendo un passo laterale per dare più spazio al proprio cane senza però tirarlo. In questo caso il guinzaglio tenuto alla sua lunghezza di 3 metri ci facilita in questo passaggio. Mentre i due cani si annusano i posteriori, i proprietari già pronti con il proprio corpo nel dare la direzione di marcia, aspetteranno che i rispettivi cani smettano di annusarsi per guidarli poi, anche richiamandoli un attimo, nel continuare la camminata.
Se guardiamo dall’alto questo incontro vedremo come le due coppie, nel momento dell’incontro, tracciano due curve per poi tornare su una linea dritta. Il fare una leggera curva nel momento di presentazione aiuta a mantenere uno schema comunicativo naturale del cane ed evitare tensioni.
L’importante è che il tempo lasciato a disposizione sia lo stretto necessario per un’annusata di conoscenza e presentazione.

Perché il cane tira al guinzaglio?

Molto spesso quando un cliente chiama un educatore cinofilo è perché il proprio cane tira al guinzaglio e vorrebbe subito dei consigli su come fare a risolvere il problema. Ovviamente la soluzione non è mai scontata e banale. Innanzitutto bisogna capire il motivo per cui il cane tira al guinzaglio.
Quando usciamo a fare una passeggiata con il nostro cane, in base a chi è lui come individuo, si vivrà quel momento in maniera così soggettiva che sarà completamente diversa da un altro soggetto.
Avremo quindi un cane che tira al guinzaglio perché particolarmente stimolato dagli odori ed euforico nel volerli annusare tutti. Ne avremo uno che tira perché ha una gran voglia di interagire con altri cani o con persone e alla loro vista farà di tutto per andarli a conoscere. Ne avremo un altro che tira perché spaventato o perché esce troppo poco.
Capite quindi che in base a chi abbiamo davanti l’eventuale lavoro sarà diverso. Il sintomo è lo stesso, le cause molteplici. Se ci fermassimo a valutare solo l’espressione di un comportamento, in questo caso il tirare al guinzaglio, perderemmo di vista il cane nella sua complessità, nei suoi desideri, nel suo provare emozioni, nel suo essere soggetto.
Possiamo però darci un comune denominatore a cui puntare: essere una buona guida per il nostro cane.

Conclusioni

La legge attuale dice che in ambienti urbani e luoghi aperti al pubblico (bar, teatri, cinema, centri sportivi, etc) il cane deve essere al guinzaglio.
Possiamo essere più o meno d’accordo riguardo a questo. La cosa da capire, e che va oltre al poter girare o meno liberi, è che il guinzaglio è uno strumento che se utilizzato nella maniera corretta ha il suo valore.
Ci tutela in quei momenti in cui un cucciolo, o un cane da poco adottato, muove i primi passi insieme a noi in un mondo umano che gli è difficile da decifrare. Può essere un sostegno alla nostra guida nell’affrontare cose nuove o che lo mettono in difficoltà. È importante, però, ricordare una cosa: una relazione non si costruisce legando qualcuno. Una relazione non è sapere andare bene al guinzaglio con il proprio cane.

Una relazione si costruisce rispettando chi è l’altro. Chiedendosi cosa desidera fare e farla insieme a lui. Condividendo momenti di intimità e di gioco. Provando gioia nel vederlo libero per i boschi o soddisfatto nello sgranocchiarsi un osso all’ombra. Essere due individui diversi ma legati da un qualcosa di profondo e non di tessuto. Vedere nelle diversità dell’altro spunti per aprirsi a nuovi orizzonti.
Quando riusciamo a essere in una sana relazione con il nostro cane, non siamo noi a insegnare a lui come andare al guinzaglio, ma lui a insegnare a noi come vivere nel mondo.

Immagine di copertina: pixabay.com

andreaL’autore
Andrea Fini
Educatore Cinofilo Siua
Tutor Siua