Dal cucciolo all’adulto, dall’anziana signora all’adolescente alle prese con il suo primo cane, uno dei problemi che più affligge i proprietari di cani è quello del guinzaglio e del cane che tira al guinzaglio.

In pochi sfuggono al guinzaglio in tensione, che sembra essere insito nel DNA del cane, dal piccolo Yorkshire al ben più piazzato Alano, tutti sembrano avere come unico desiderio, una volta varcata la soglia di casa, quello di strattonare e trascinare il proprio partner umano lungo le strade della città, durante le passeggiate quotidiane.canechetira_2_inside
Tanti articoli sono stati scritti in merito a questa problematica, tanti consigli sono stati già dati. Io personalmente non mi sento in diritto di darne altri, anche perché è bene ricordare che i motivi che spingono un cane a tirare al guinzaglio possono essere molteplici e che anche un solo consiglio, sul cane sbagliato, potrebbe comportare problematiche ulteriori.

canechetira_1_insideInnanzitutto bisogna identificare il lato di trazione, ovvero verso quale direzione il cane sta tirando: avanti? indietro? di lato? Questo non è un dato da sottovalutare se si vuole dare effettivamente un consiglio utile e funzionale.
Di che razza è il tuo cane? Che età ha? Quante volte esce di casa? Per quanto tempo?
Questi sono altri dati fondamentali per poter realmente comprendere perché un cane possa tirare al guinzaglio.
Pertanto elargire generici consigli su come fare se il cane tira al guinzaglio potrebbe non essere funzionale a risolvere realmente o in maniera efficace il problema.

Quello che mi piacerebbe fare, invece, è tentare di fornire consigli su quello che è l’intero rituale che sta intorno all’uscita e alla passeggiata stessa, in modo da provare a renderla un po’ più piacevole per entrambi i membri in relazione.

Innanzitutto premetto che, ovviamente, tutto ciò che scriverò sarà generico e senza considerare soggetti specifici, come ovviamente bisogna fare in queste situazioni, ma semplicemente ipotizzando che entrambi abbiano voglia di uscire, desiderio di muoversi e soprattutto interesse nel farlo insieme. Questo perché potrebbero esserci cani il cui assetto emozionale è tale da rendere l’idea dell’uscita stessa un problema e la cosa andrebbe, giustamente, affrontata in tutt’altro modo.

Partiamo dagli strumenti d’uscita. Guinzaglio di una lunghezza superiore ai 50 cm. La legge vieta lunghezze superiori a 1,5 metri, ma dovrebbe al contempo vietare lunghezze inferiori al metro.
Parliamoci chiaramente, indipendentemente dalla taglia del cane, 50 cm non sarebbero sufficienti nemmeno se a portare il cane in passeggiata fosse un bambino di tre anni: per forza di cose la testa del cane sarebbe sempre sollevata da terra, negandogli a priori la possibilità di mettere il naso in terra e privandolo di uno dei motivi fondamentali dell’uscita, ovvero annusare.
Un guinzaglio di almeno 1,5 mt garantirebbe al cane non solo la possibilità di annusare in terra ma anche di prendersi i giusti spazi tanto dal proprietario quanto da situazioni particolarmente complesse per lui, come ad esempio l’arrivo frontale di un’altra coppia cane-proprietario, discorso, anche questo, estremamente delicato e complesso.

cane_educato_al_guinzaglio_insideCiò su cui vorrei porre particolarmente l’accento è il rituale antecedente all’uscita, poiché è qui che spesso poniamo le basi per una trascinata invece che per una passeggiata.
Per il cane è un attimo. È sufficiente vederci alzare e guardare il luogo in cui è appeso il guinzaglio per capire che il momento è arrivato. Le sue emozioni lo investono completamente, ne diviene vittima, l’aspettativa di ciò che sta per accadere lo rende incapace di controllarsi e restare calmo.
Aperta la porta il gioco è fatto. Quel carico emozionale viene letteralmente buttato fuori.
È un po’ come un palloncino che viene gonfiato fino al limite e poi viene rilasciato. L’aria in uscita lo fa schizzare a destra e a manca senza criterio.

A differenza del palloncino, però, il cane durante l’uscita continua a caricare aria, tanta ne butta fuori quanta ne rimette dentro, per continuare a schizzare senza uno stop, che arriverà automaticamente quando si riprenderà la direzione di casa e del rientro.

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Ovviare a questo problema non è immediato e richiede coerenza nella fase di uscita. Se il cane, vedendoci prendere il guinzaglio, dovesse iniziare a dar di matto ciò che potremmo fare, oltre a restare noi calmi e pacati, è chiamarlo in un’altra stanza della casa e proporgli di fare qualcosa di rilassante insieme, con il guinzaglio a vista, per sottolineare che quell’oggetto non è sempre segno di passeggiata imminente.
Sederci a terra, chiedergli di sedersi accanto o di fronte a noi e iniziare ad accarezzare il cane in maniera garbata e non eccitatoria potrebbe essere un buon inizio.
Spezzerebbe quel rituale che il cane ha creato nella sua testa e potrebbe predisporlo diversamente all’uscita stessa.
Un kong, un problem solving, una semplice ricerca (magari del guinzaglio stesso) potrebbero ulteriormente facilitare il rilassamento del cane e permettergli di approcciarsi all’uscita in maniera differente.

Ciò che dovrebbe essere eliminata è tutta la fase eccitatoria che noi, inconsciamente o consciamente, fomentiamo attraverso vocine stridule, contatti eccitatori e balletti vari alla ricerca di chiavi, sacchetti e altri ammennicoli, mentre il nostro cane è lì davanti alla porta che attende e gonfia il palloncino. Variare le azioni precedenti l’uscita potrebbe essere un’ulteriore modalità per predisporre il cane diversamente.
jack_insideSe siamo abituati a prendere le chiavi di casa e il guinzaglio, ad esempio, potrebbe essere utile avere le chiavi di casa già in tasca, in modo da evitare uno step anticipatorio e prendere solo il guinzaglio.
Molti proprietari, soprattutto quelli che vivono in condominio, tendono ad aprire la porta al cane, che li precede come una scheggia al piano terra, mentre loro con tutta la calma del mondo scendono le dodici rampe di scale del palazzo e lo lasciano in attesa davanti al portone per dieci minuti prima di agganciargli il guinzaglio, lamentando che all’apertura del portone stesso il cane si lancia all’esterno come un treno trascinandoli senza ritegno.
Ecco, una cosa molto importante è scendere le scale insieme, dato che ciò che seguirà dopo aver varcato il portone del palazzo sarà una passeggiata insieme. Pertanto il guinzaglio dovrebbe essere agganciato sin da subito.

Se siamo persone abitudinarie, ad esempio, una cosa molto utile è quella di variare gli orari e gli itinerari di uscita e non seguire sempre lo stesso percorso alla stessa ora. La novità per il cane è molto importante, la sua mente resta aperta alle possibilità, i suoi sensi sono stimolati sempre in maniera differente e il rischio di anticipazione delle situazioni sarà inferiore.

Durante la passeggiata è poi molto importante ricordare di tanto in tanto al cane che siamo insieme, non tirando il guinzaglio o accorciandolo per “averlo al piede” ma chiamandolo per nome, o attraverso un fischio o un suono, e guardandolo negli occhi come a dire “io son qui, ricordalo”. Con un cucciolo questo è il primo passo per essere insieme durante la passeggiata.

passeggiata_insideUltimo ma non meno importante, soprattutto nel caso di cani che sentono il bisogno di essere soli ogni tanto nella conoscenza del mondo, le passeggiate in libertà o con lunghina in luoghi differenti da quelli canonici, urbani, fortemente antropizzati, dovrebbe diventare un’abitudine settimanale (come minimo) per permettere al cane di essere un po’ più cane, senza dover sottostare a regole sociali umane, odori urbani, strutture opprimenti e limitanti per lui.
Poter andare senza un limite, senza qualcuno che ci richiama all’ordine costantemente, conoscere posti nuovi e più in linea con l’assetto motivazionale ed emozionale del cane (boschi, fiumi, campi, sentieri di montagna) è un meraviglioso regalo da fare al proprio cane che sarà sicuramente più predisposto ad essere ligio e responsabile in un ambiente che non gli è consono.

nicola di pardoL’autore
Nicola Di Pardo
Educatore Cinofilo Siua
Istruttore Cinofilo Siua
Responsabile Settore Cinologia Siua
Operatore di Zooantropologia didattica e assistenziale
Consulente per i canili di Mariano Comense, Casalpusterlengo e Torino