Non esistono solo emozioni positive. Ed è sbagliato pensare di dover vivere solo guidati da questa tipologia di emozioni. Nello specifico, parlando in termini cinologici è fondamentale fornire strumenti (al cane e al proprietario) per conoscere, riconoscere e vivere tutte le emozioni, indistintamente.
Chiunque avrà avuto la possibilità di trovarsi dinanzi ad un cane spaventato, irritato, triste o preoccupato.

Mi chiedo però in quanti, realmente, abbiano lasciato la possibilità al cane di vivere queste emozioni senza distrarlo necessariamente, senza cercare di portarlo forzatamente verso un altro tipo di emozione.

Qual è il comportamento corretto da tenere in queste circostanze? Il rischio di focalizzare l’esperienza negativa è spesso più alto della possibilità di trasformare forzatamente quella data emozione in qualcosa di più colorato e divertente. Allo stesso tempo, lasciare che gli eventi facciano il loro corso senza guidare l’esperienza, anche velatamente, può rischiare di minimizzare il tutto e modificare anche il nostro valore agli occhi del cane.

siua_blog_inside_intelligenzaemotivaIn realtà, una linea operativa unica non può esistere per non rischiare di generalizzare le cose bypassando l’identità dei singoli chiamati in causa.
Proprio da questa bisognerebbe partire, dall’identità, per comprendere il modo migliore per gestire le situazioni. Tutta l’esistenza di un individuo è colorata da sentimenti ed emozioni, che creano quel sottofondo musicale che definisce tutti i qui e ora che ci si trova ad affrontare. Tuttavia, ogni soggetto li affronta in modo diverso, ed è proprio questo che concorre a fare di un individuo qualcosa si unico e autentico.
Età dell’individuo, pregresso dell’individuo, presente dell’individuo non possono essere tralasciati per costruire un protocollo di lavoro sulle emozioni e sulla strutturazione di un profilo emozionale.

Ma ci sono indicazioni che possono valere per tutti e nel lavoro dell’Educatore (perché è per l’educatore l’onere più importante, anche se per l’istruttore il tutto risulta più complesso) queste indicazioni devono costituire un mantra, una legge da cui non è possibile scappare.
Il cane, calato nel contesto sociale odierno, nell’ambiente urbano odierno e con i ritmi di vita che il tutto richiede, ha un grandissimo bisogno di avere fiducia in se stesso e necessita di sviluppare e vivere delle relazioni con il prossimo (ma anche con il mondo stesso) all’insegna della curiosità e della continua scoperta del sé e dell’altro.
L’essere in grado di comunicare il proprio stato emozionale e la padronanza delle proprie emozioni sono fondamentali.

Non è importante tutelare un cane in età evolutiva da emozioni come rabbia, paura, dolore, ma è fondamentale guidarlo nella conoscenza delle stesse. Puoi gestire solo qualcosa che conosci e che riconosci come normale e naturale.

Il compito dell’educatore e ovviamente del proprietario è quello di saper defocalizzare da un problema, non nasconderlo agli occhi del cucciolo. Il compito di un educatore è fornire al cucciolo strumenti per gestire il problema in autonomia attraverso la guida e la presenza defocalizzante del proprietario.

Tutte le emozioni sono fondamentali allo sviluppo del soggetto come individuo nel mondo e non è evitando o nascondendo che tuteleremo chi abbiamo accanto

Tutte le emozioni sono fondamentali allo sviluppo del soggetto come individuo nel mondo e non è evitando o nascondendo (come Inside Out della Pixar ha provato ad insegnare ai bambini) che tuteleremo chi abbiamo accanto. Il cucciolo DEVE sapere che esistono tutte le emozioni e deve essere guidato nella scoperta e nel modellamento delle stesse sul proprio vissuto.
Tutte le emozioni sono funzionali al benessere psicofisico e alla costruzione di un profilo e una intelligenza emotiva tali da farne un soggetto in grado di valutare e ricercare strategie utili al superamento dei problemi e al trarre insegnamenti dalle esperienze positive.
Le emozioni non solo sedimentano, ma si accumulano e spesso trovano vie di fuga in momenti non consoni, inaspettati oppure partecipano attivamente alla nascita di stati di disagio che siamo soliti chiamare sentimenti. Angoscia, Inquietudine, Ansia nel caso di emozioni negative.

Perché è fondamentale questo tipo di forma mentis nel lavoro con il cucciolo?

Tutti, cuccioli e adulti, vivono emozioni intensamente. Ma i cuccioli sono molto vulnerabili rispetto alle emozioni perché nella loro forma mentis non esistono ancora gli strumenti adatti che li possano aiutare ad elaborare determinate situazioni. Lo strumento più importante in questo caso è a tutti gli effetti il proprietario.

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Nicola Di Pardo

L’immaturità affettiva del cucciolo è normale, come normale è la costruzione della propria struttura affettiva. Questo però significa che lo stesso non è ancora pronto a vivere e recepire ogni situazione, ogni ente o evento nel modo giusto. Ma le emozioni associate a questi possono essere molto intense, se non di più, rispetto agli adulti. E se il cucciolo non viene aiutato a capire e ad elaborare queste emozioni, può attuare comportamenti devianti.
La sofferenza psichica non solo è attuale, ma pone le basi per l’età adulta, per un profilo e un modus operandi per la vita futura.

Più questi sentimenti e queste emozioni vengono repressi, più diventano intensi, più la pressione esercitata per venire fuori è forte. E ciò perché purtroppo questi cani non trovano nessuno capace di empatia e di defocalizzazione corretta. Anzi, l’abitudine del proprietario è di solito quella di ignorare il problema, sminuirlo o addirittura renderlo insormontabile ponendo il cane al centro del problema, toccandolo, parlandogli, rendendolo incapace di muoversi.
Lo sviluppo dell’Intelligenza Emozionale del cucciolo (e del proprietario) deve essere al centro dell’Educazione e del progetto educativo: è fondamentale guidare per poter acquisire gradualmente questa importantissima capacità, rispettando le fasi dell’età evolutiva e il periodo del processo di attaccamento in cui il soggetto si trova.
Le emozioni diventano strumento vero e proprio, rappresentano possibilità e possibilità di interruzione, sono dispositivi di adattamento, sono modelli su cui costruire immagini e ricordi.
Il cane, come l’uomo, è ciò che sente e vive, ancora prima di ciò che fa. Perché l’emozione, il sentire, può limitare e modificare il fare e il suo valore.

nicola di pardoL’autore
Nicola Di Pardo
Educatore Cinofilo Siua
Istruttore Cinofilo Siua
Responsabile Settore Cinologia Siua
Operatore di Zooantropologia didattica e assistenziale
Consulente per i canili di Mariano Comense, Casalpusterlengo e Torino

 

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