Molte le responsabilità che pendono sulla morte dell’orsa Daniza avvenuta nella notte di ieri a seguito della sua cattura ordinata dalla Provincia Autonoma di Trento.

In primis quella delle amministrazioni locali, più volte sollecitate sul fatto che il loro atteggiamento nei confronti dell’orsa era contraddittorio: da una parte hanno sviluppato negli anni un progetto di salvaguardia, tutela e di rinserimento dell’orso sul territorio e dall’altra, a seguito dell’episodio che ha coinvolto Daniza a Ferragosto, costatata la natura normale e non pericolosa del comportamento, hanno optato per la sua cattura, atto fuori da qualunque logica ecologica ed etologica.Da un punto di vista ecologico perché Daniza non ha sconfinato in luoghi dove le era proibito andare, ma è stata nel luogo in cui doveva stare. Il bosco, luogo abitato dall’orso e dove le stesse amministrazioni hanno deciso che ci fosse, perché in caso contrario non avrebbero iniziato un progetto di reinserimento. Da un punto di vista etologico inoltre, il comportamento di Daniza è stato equilibrato come da me esplicitato in una relazione inviata al Ministro Galletti in data 24 agosto e rimasta inascoltata.

Come ho sottolineato in tale sede, la protezione della prole è espressione normo-comportamentale per ogni mammifero. Constatazione per altro scontata anche per i non etologi.

Daniza ha allontanato quello che per i suoi cuccioli rappresentava un pericolo, atteggiamento questo, legato a una precisa struttura fisiologica, metabolica, ormonale legata alla maternità. Nonostante questo si è proceduto con l’ordinanza di cattura e quindi la seconda responsabilità è delle procure e dei magistrati locali che, nonostante siano stati invitati più volte a considerare la non pericolosità della mamma orsa, hanno deciso di rimanere sordi alle istanze che sono arrivate da più parti a chiedere che Daniza potesse continuare a vivere nel luogo in cui era stata inserita.

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La terza responsabilità è quella del Ministro Galletti di cui chiederò le dimissioni tramite una raccolta di firme poiché con la morte di Daniza è venuto meno al suo mandato: la tutela dell’ambiente che è anche tutela degli ecosistemi del territorio.

Ancora una volta, l’abbandono dei cuccioli di Daniza a loro stessi è segno di una totale ignoranza da parte delle amministrazioni delle coordinate di base dell’etologia

Rimangono ora i cuccioli di Daniza. Un cucciolo assume un comportamento idoneo nel momento in cui riceve gli insegnamenti materni, non è possibile prendere un cucciolo abbandonarlo nella foresta e pensare che in autonomia assuma un profilo comportamentale normale poiché questo è dato sia dall’espressione della genetica di specie che dall’apprendistato dato dalla relazione con la madre. Ancora una volta, l’abbandono dei cuccioli di Daniza a loro stessi è segno di una totale ignoranza da parte delle amministrazioni delle coordinate di base dell’etologia, un altro atto a dimostrazione del fatto che questi amministratori agiscano in modo scoordinato e impreciso e fuori da ogni logica.