I pappagalli stimolano l’immaginazione e le loro caratteristiche principali sono evidenti e sgargianti colori e vocalizzazioni!
Vivono in gruppi numerosi e chiassosi e sono (quasi tutte le specie) monogami: scelto un compagno, rimangono insieme tutta la vita, e intendo proprio tutta una “vita umana”, considerando che le specie del genere Ara possono vivere fino a un’ottantina d’anni.
Con una tale longevità, lo sviluppo fisico e mentale è lento e complesso con una fase infantile, una adolescenziale e una fase adulta. I piccoli nascono implumi, con gli occhi chiusi e capaci di pochi movimenti, dipendenti in tutto e per tutto dai genitori che hanno il compito di proteggerli da potenziali predatori, nutrirli e sostenere la loro crescita.
 
Le fasi evolutive
Dopo la nascita, i pappagalli possono restare nel gruppo familiare molti mesi, anche alcuni anni per le specie di medie e grandi dimensioni. Gli apprendimenti al volo, all’arrampicata, alla comunicazione vocale, alla ricerca avvengono in un ambiente familiare e sociale, in cui i giovani pappagalli osservano cosa fanno i genitori e gli altri adulti, ne imitano i comportamenti e ne sperimentano di nuovi.
Durante la fase adolescenziale allenano le competenze nelle relazioni con i consimili, imparano a “stare in società” con regole relazionali e comunicative, la corretta pulizia del piumaggio, acquisiscono gli autocontrolli, i “dialetti” familiari e iniziano ad avere più senso critico verso le situazioni nuove con una maggiore allerta.
L’entrata nella fase adulta varia a seconda della specie, alcune arrivano a maturità sessuale intorno al quinto anno dopo un lungo apprendistato.
 
Pappagalli ed esseri umani: una relazione radicata nell’antichità
L’uomo ha condiviso gli stessi ambienti, lo stesso cibo, si è adornato con le loro penne (come rilevato presso antiche tribù), li ha osservati, li ha portati nelle proprie case con una iniziale finalità ornamentale fino a sentirli parte della famiglia. Oggi è molto utilizzato l’allevamento a mano che prevede la crescita del pullus, dopo la schiusa, da parte dell’uomo, trascorrendo molto tempo insieme al piccolo, “manipolandolo” e alimentandolo. Questa pratica può favorire una maggiore abitudine da parte del pappagallo alla vista dell’uomo e una possibile affezione, ma, poiché la sua filogenesi né la nostra possono variare, sarà ben difficile per noi animali bipedi, gesticolatori e privi di penne, affiancare i pappagalli nello sviluppo di alcune competenze come la pulizia del piumaggio, il volo o gli autocontrolli.
Se consideriamo poi che l’allevamento a mano può provocare problematiche ai pappagalli, sia sanitarie che comportamentali, bisognerebbe non improvvisare o, ancor meglio, sarebbe opportuno adottare un pappagallo allevato dai genitori. Negli ultimi anni molti allevatori hanno compreso l’importanza dell’apprendimento sociale e di base referenziale dato dai genitori nei primi mesi di vita e per questo motivo incentivano l’adozione di un pappagallo già svezzato. Credo che la co-evoluzione uomo-altro animale, quando inserita in un contesto di dialogo ed empatia, sia la via da percorrere. Tale mappa porta a considerare la vita di un pappagallo in piena libertà di scelta e di espressione piuttosto che sommersa di negazioni e controlli.
 
Etologia e complessità
Per la loro complessa e sviluppata socialità, sono animali che si relazionano con l’uomo anche se allevati dai genitori e, sia che si parli di un progetto familiare che si tratti di un progetto di attività assistite, il percorso educativo è fondamentale per valutare la specie da adottare, per favorire il miglior inserimento in famiglia e nel nuovo ambiente, comprendere un linguaggio diverso dal nostro e sviluppare la convivenza più stimolante ed equilibrata per tutti in un cambio di prospettiva che ponga le nostre menti appollaiate sopra il ramo di un albero.
 
Uomo e pappagallo, una relazione a tutto tondo
Quando ci relazioniamo con un animale che vola, la gestione degli spazi diviene tridimensionale, le vocalizzazioni vanno comprese e da noi utilizzate rendendosi conto che si sta “parlando” a un pappagallo, a una preda, a una mente e a una personalità sociale, competitiva, divertente, che rapisce ogni pensiero della giornata e ci “legge nella mente”. La scelta di vivere con un pappagallo va fatta responsabilmente, perché la scelta è la nostra ma la vita è la loro.
Giocare d’anticipo, conoscendo le potenzialità di questa particolare relazione, facilita la convivenza e la trasforma in una reale, indimenticabile vita condivisa.
 

sara mainardiL’autrice
Sara Mainardi
Sara Mainardi, naturalista, è consulente di etologia applicata nella relazione uomo-animale (cani, pappagalli, conigli).
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