Con la dicitura sindrome da dilatazione-torsione gastrica si indica una patologia a carico dello stomaco che ne determina la distensione della sue parete e comporta alterazione nella vascolarizzazione di questi tessuti.
Lo stomaco entra a far parte del sistema gastroenterico del cane collegandosi prossimalmente all’esofago e distalmente all’intestino. La sua funzione è quella di degradare le sostanze nutritive, qui avviene parte della digestione degli alimenti, in modo che possano essere assorbite e essere disponibili per l’organismo. Ciò è reso possibile dall’ambiente che si crea in quest’organo e dalla secrezione di acidi che attaccano gli alimenti.

Con l’espressione di dilatazione gastrica si indica la distensione delle pareti dell’organo legata alla presenza eccessiva di gas o liquidi.
Con l’espressione torsione gastrica si indica la rotazione dell’organo lungo il proprio asse, spesso a livello del raccordo con l’intestino, in modo da bloccare il normale transito di alimenti/gas/liquidi nell’apparato e compromettendo la vascolarizzazione di stomaco e milza. Infatti i vasi sono come dei tubi con una parete molle, che irrorano gli organi portando ossigeno e nutrimento: se questi, per qualche motivo, vengono “strozzati”, la loro funzione cessa e i tessuti si necrotizzano, cioè muoiono.
Quindi lo stomaco oltre a gonfiarsi, per tutte le sostanze che non possono più defluire, comincia a necrotizzarsi e con esso la milza, che essendovi adesa, ruota anch’essa e quindi subisce lo stesso destino.

Sia la dilatazione che la torsione gastrica sono delle urgenze veterinarie, ciò significa che il cane deve essere portato immediatamente dal veterinario.

Più è tempestivo l’intervento, migliore sarà la prognosi.
Inoltre nel caso della torsione gastrica, oltre alla tempestività dell’intervento, inciderà l’angolo di rotazione. Lo stomaco può ruotare su sé stesso parzialmente (70/180 gradi ) o totalmente (360 gradi). Dunque, più ruoterà, maggiore sarà la compromissione e peggiore sarà la prognosi. Nonostante la chirurgia, la possibilità di decesso in questa patologia è di circa il 30/35%.

La sintomatologia si presenta generalmente poco dopo il pasto o dopo l’assunzione di grossi quantitativi di acqua.

Il cane può salivare eccessivamente (ptialismo), avere dei conati di vomito non produttivi (senza emissione di sostanza),eruttazione.
Il dolore addominale è intenso (addome acuto, cioè dolore addominale forte che appare in maniera repentina).
Il soggetto apparirà abbattuto e dolente. Alla vista l’addome sembrerà gonfio, soprattutto sul lato sinistro subito dietro le coste, dove è collocato topograficamente lo stomaco.
Le condizioni del soggetto si degraderanno velocemente, le alterazioni di tipo circolatorio e la necrosi tissutale comporteranno la perforazione dello stomaco e peritonite, oltre a tutte le altre complicazioni di tipo ematodinamico, che porteranno nel giro di poche ore alla morte.
Per la dilatazione gastrica si procederà alla decompressione dello stomaco tramite sondaggio gastro-esofageo, che permetterà la fuoriuscita dei liquidi e dei gas, apportando un sollievo immediato al cane.
Nel caso della torsione invece sarà necessario un intervento chirurgico, che non solo riporterà lo stomaco della suo sede originaria, ma rimuoverà tutto il tessuto morto e in alcuni casi anche della stessa milza.
Seguirà un periodo di degenza nel quale si valuteranno i danni riportati e si aumenteranno le possibilità di sopravvivenza del soggetto.

Lo sviluppo della patologia è legato ad alcuni fattori predisponenti:
dimensioni e razza. Le caratteristiche anatomiche di alcune razze, torace profondo e lungo, permettono una maggiore possibilità di rotazione [per esempio grossa taglia (alano, dobermann, san bernardo, weimaraner, labrador, boxer), taglia media (collie, shar pei, bassethound), taglia piccola (bassotto)]. Inoltre i soggetti di grosse dimensioni tendono a ingerire grosse quantità di cibo e acqua che formano quell’importante peso che determina lo spostamento dell’organo;
età. È una patologia più frequente negli anziani, per la maggiore lassità dei legamenti che mantengono in posizione lo stomaco.

Le cause scatenanti:
assunzione di grosse quantità di cibo e acqua, che creano dilatazione e appesantimento dell’organo;
attività fisica subito dopo i pasti, creano movimento che interessa lo stomaco.

Per prevenire l’insorgenza di questa patologia è possibile mettere in atto alcuni accorgimenti nel rispetto delle necessità psicofisiche dell’animale:
• dividere il pasto giornaliero in più porzioni, anche 3 se necessario (in relazione allo stato funzionale del soggetto e l’età).
La somministrazione di un pasto unico comporta un eccessivo carico per lo stomaco, che passa la gran parte del tempo vuoto e a dimensioni ridotte per poi riempirsi di colpo e dilatarsi con tutto la dose giornaliera. Suddividendo in due o più pasti, l’organo di dilata periodicamente con una distensione moderata proporzionale alla razione. A questo è collegata anche la produzione di acidi da parte dell’organismo, che è ben maggiore per le grosse quantità di alimento e quindi comporta irritazione, cattive fermentazioni (ulteriore gas) e difficoltà di svuotamento dell’organo. Minore sarà la quantità di cibo assunto minore sarà anche la quantità di acqua che il soggetto ingerirà subito dopo, lo stomaco sarà dunque meno dilatato e meno appesantito e soggetto a minori spostamenti;
• gli orari dei pasti devono essere ben distinti tra loro;
• i pasti devono essere regolari;
• la ciotola non deve essere collocata né troppo in basso né troppo in alto, ma ad altezza della testa in modo da limitare l’aerofagia (ingestione di aria);
impedire attività fisica poco prima e circa due ore dopo il pasto. Con ciò si intendono anche la discesa delle scale e tutte quelle posture che mettono la testa in basso rispetto al resto del corpo, proprio perché questa posizione favorisce la rotazione;
limitare tutti gli stress al momento del pasto, siano essi di tipo ambientale che sociale. Un cane che mangia con poca tranquillità tende a essere più vorace e ad assumere molta aria (aerofagia).
Inoltre il disagio psichico si riflette sulla qualità della digestione, provocando mal digestione e fermentazioni anomale. Occorre dunque limitare la presenza di competitori sulle risorse, qualora il cane non li gradisca o siano troppo invadenti, ed evitare tutti quegli stressor che possano generare ansia e disagi nel soggetto;
limitare la velocità d’assunzione del cibo sia per appetito (il cane che mangia una sola volta al giorno) sia per voracità (ciotole apposite che aumentano il tempo di consumazione del pasto);
evitare alimenti con acido citrico;
evitare alimenti contenenti troppi grassi perché l’elevato tenore aumenta il tempo di svuotamento gastrico (per i cani che consumano crocchette, evitare quelle che riportano grassi tra i primi quattro elementi delle informazioni nutrizionali delle crocchette). Generalmente si consigliano una percentuale in grassi inferiore al 15% e l’utilizzo di acidi grassi insaturi, che riducono la fermentazione microbica;
diete ad alti livelli di minerali hanno la capacità di tamponare il pH gastrico, che, essendo meno acido, permette ai microrganismi di essere più attivi;
• le ciotole devono essere pulite regolarmente;
• gli alimenti non devono essere conservati per periodi troppo lunghi e nelle condizioni adeguate.

Generalmente un paziente che manifesta una dilatazione/torsione gastrica sarà predisposto a ripresentare la patologia, quindi la gestione dell’alimentazione sarà ferrea. A scopo preventivo è possibile sottoporre il cane a un intervento di gastropessi preventiva, che consiste nel fissare la parete dello stomaco a quella addominale per limitarne i movimenti.

Immagine di copertina: publicdomainpictures.net

““valentina”L’autrice
Valentina Vescio
Medico veterinario clinico
Diploma di master in “patologia comportamentale del cane e del gatto” nel 2009
Educatore cinofilo siua
Istruttore cinofilo siua