Ritroveremo un po’ di pace nella nostra vita quando riascolteremo il concerto del nostro essere animali

L’ultimo numero di Angelaki, la prestigiosa rivista sulle avanguardie della filosofia teoretica, inaugura la traduzione in inglese di alcuni scritti di Roberto Marchesini, scelto in quanto massimo esponente della zooantropologia in Italia.
Riprendendo le parole dello storiografo Boria Sax, autore della prefazione, “ritroviamo qui il cuore della filosofia di Marchesini, ciò che egli chiama la teoria della zootropia, che, in qualche modo, ci rimanda per assonanze ai concetti di biofilia e zoofilia, che propongono una affinità innata tra gli esseri umani e le altre creature. In realtà, Marchesini sottolinea il tratto distintivo del suo modello asserendo che esso implica non una attrazione verso esseri che rimangono comunque ontologicamente separati ma, piuttosto, una più profonda unione. (…) La teoria di Marchesini sostiene che gli animali incarnino un’alterità rispetto a cui gli esseri umani definiscono se stessi, sia a livello collettivo che individuale. Da loro deriviamo la nostra indole di essere umani e, in questo senso, non siamo autonomi. In altre parole, «il riferimento agli animali non è un prodotto della cultura umana, ma, al contrario, ne è la sua origine primaria»“.
Karin Andersen, Vigiliae Litoris
Karin Andersen, Vigiliae Litoris

Questo numero di Angelaki esce con le illustrazioni di Karin Andersen, artista tedesca che da tempo vive e opera tra Bologna e Milano, e che qui ripropone i suoi ibridi zoomorfi a contaminare il mondo quotidiano. Una ricerca di teriomorfismo che, come dichiara la stessa artista, non vuole indicare l’esistenza di presunti residui animali negli umani (il cosiddetto “animale dentro”), ma offre un immaginario di mutazione come consapevolezza moderna, tesa a scrivere un dialogo col mondo esterno del tutto affine a quell’allotropia e a quel bisogno di ri-unione teorizzati e proposti da Marchesini, in una collaborazione continuativa iniziata nel 2003.

Come le Ibride Attrazioni Fatali di Karin Andersen, gli animali si innestano al centro dei nostri pensieri

La rivista italiana Animal Studies, sotto la direzione dello stesso Marchesini e con la sua pubblicazione trimestrale, propone nel nostro Paese questo attualissimo dibattito etico, politico, scientifico e culturale legato al nostro complesso rapporto con la natura, con particolare attenzione alla questione del rapporto con gli animali non-umani, con un confronto continuo tra gli autori e tra gli autori e i lettori, che vengono coinvolti direttamente nella proposta di argomenti di interesse e nella valutazione dei contenuti pubblicati.
Karin Andersen
Karin Andersen, Disposal

La possibilità di unirsi profondamente con gli altri animali ha sempre affascinato l’uomo: dai miti teriantropici, alle simbologie religiose teriomorfe, alle espressioni più moderne di contaminazione zoomorfa (pensiamo alle protesi, agli innesti, al sottoporsi ad interventi chirurgici per modificare il corpo e assimilarlo all’animale totemico), gli animali si innestano al centro dei nostri pensieri come quelle Ibride attrazioni fatali di Karin Andersen che non ci danno tregua, dibattuti come siamo tra empatia e oggettivizzazione. Il ruolo della zooantropologia, l’attività di ricerca degli Animal Studies stanno proprio in questo, nell’indagare risposte pratiche a questo bisogno di riconciliazione, poiché, citando Marchesini, “ritroveremo un po’ di pace nella nostra vita quando riascolteremo il concerto del nostro essere animali”.