Negli ultimi anni la sensibilità nei confronti del cibo è aumentata notevolmente, la consapevolezza di quello che si mette sulla propria tavola è un punto fondamentale del nostro benessere.
Sempre più spesso, la scelta dell’essere pauci-carnivoro o vegetariano o vegano è frutto di un percorso personale, che nasce dal desiderio di riavvicinarsi al metodo naturale di alimentazione dei primati, quali noi siamo.
La stessa sensibilità viene trasportata sull’animale da compagnia.

cane che mangia

Il cane, come sappiamo, è un carnivoro. Siamo ormai abituati a vedere cani ingurgitare qualsiasi cosa, ma ciò non vuol dire che sia cibo adeguato al cane stesso. Nei millenni, la sopravvivenza del nostro amico a quattro zampe è avvenuta cibandosi delle cose più varie, ma mantenendo comunque una parte consistente di carne nella sua dieta.

Negli ultimi anni, un po’ per comodità e un po’ forse anche per mancanza di alternative, gran parte dell’alimentazione del cane è stata demandata alle aziende mangimistiche, che hanno creato un florido commercio di alimenti secchi e umidi, producendo articoli specifici per ogni esigenza, dal cane grande, al piccolo, all’atleta, fino a quello che necessita di terapie.
Come fare a distinguere, dunque, un buon mangime da uno di scarsa, qualità?
Imparare a leggere il cartellino con gli ingredienti è già un primo passo fondamentale.

L’ingrediente predominante è quello scritto per primo, fino a lasciare per ultimo quello con minore incidenza. Ovviamente le vitamine e i sali minerali sono lasciati per ultimi, dato che ne bastano quantità minime per soddisfare il fabbisogno di un cane sano.
Un buon mangime viene prodotto soprattutto con carne fresca, maggiore è il suo quantitativo, migliore è il mangime.
Sarebbe corretto ritrovare solo una piccola percentuale di cereali, laddove spesso, purtroppo, risultano invece essere dominanti nella composizione del mangime; infatti sicuramente costano meno della carne, ma ancora non ne è stata dimostrata la reale importanza nella dieta di un cane.

Molte intolleranze e allergie che si manifestano con enteriti, dermatiti congiuntiviti si risolvono autonomamente solo con il cambio della dieta, spesso semplicemente eliminando i cereali.
La dicitura “carni e derivati”, che spesso troviamo in mangimi commerciali di bassa gamma, significa che la componente animale è costituita da scarti di macellazione, che hanno sicuramente un potere nutrizionale, ma indubbiamente non sono sufficienti a soddisfare tutti i fabbisogni del cane e risultano essere mangimi di qualità scarsa.
Spesso troviamo malattie metaboliche gravi nei cani alimentati con mangimi di bassa qualità e il cambio di regime dietetico fa migliorare notevolmente la salute del nostro paziente.

alimento sano cane

L’alimentazione del cane per tanti proprietari, e anche per tanti medici veterinari, si ferma alla conoscenza delle varie marche e gamme di mangimi. Oggi, proprio in nome di quella maggiore sensibilità da parte dei proprietari di cui parlavamo prima, è aumentato considerevolmente il numero di clienti che entrano in ambulatorio a chiedere di stilare una dieta casalinga o una dieta naturale.

Una buona dieta casalinga necessita di uno studio approfondito da parte del medico veterinario di tutti i fabbisogni del cane, un calcolo delle calorie da fornire al cane, sapendo quante calorie vengono rese disponibili da ogni fonte alimentare. Spesso si rende comunque necessario integrare la dieta con sali e vitamine, prodotte dalle aziende farmaceutiche, dato che la cottura altera irreparabilmente le caratteristiche organolettiche dei cibi.
Nell’alimentazione umana la cottura dei cibi è fondamentale per rendere digeribili alimenti non commestibili, per abbassare la carica batterica contaminante, e per dare sapore al cibo.
Per il cane la cottura ha, a mio parere, come unica conseguenza, l’impoverimento delle materie prime di enzimi, vitamine, sali minerali, che infatti necessitano di essere integrati.

Rose

Una alternativa che sta diventando di moda in questi ultimi anni è l’alimentazione naturale biologicamente appropriata, o dieta BARF, acronimo che può avere differenti significati; il più adeguato a mio parere è Biological Appropriate Raw Food.
I padri fondatori di questa metodica di alimentazione sono stati medici veterinari che cercavano di riportare il cane all’alimentazione che troverebbe in natura, dove non si ritrovano né i croccantini né la famiglia che cucina una ciotola degna di Masterchef.

La dieta BARF si fonda sul concetto di analizzare la composizione di una preda, scomporla e ricostruirla nella ciotola del cane. Uno dei principi di base che devono essere messi in pratica è la semplicità, con la quale la natura stessa trova il nutrimento per tutti gli esseri viventi. I veri “barfisti” adorano la semplicità del cibo nella ciotola del proprio cane, pochi o nulli integratori. Tanta variabilità e tanto studio delle materie prime portano a creare una dieta bilanciata e variegata che i cani adorano mangiare.

Sono pochi i cani che non apprezzano la carne cruda, sono molti quelli che dopo pochi mesi di questa dieta hanno enormi benefici di salute.
Spariscono dermatiti, arrossamenti e cattivi odori cutanei, spesso anche diarree ricorrenti vengono guarite senza farmaci, ma solo con un cambio del regime dietetico.
Questa alimentazione non è per tutti, infatti è il proprietario che si prende piena responsabilità della totalità dei pasti del proprio cane. Nel bene e nel male, è lui il responsabile ultimo di quello che mette in ciotola.
Molti iniziano BARF con metodi fai-da-te, spesso a causa di una mancanza di referenti veterinari vicini e disponibili, altre volte invece si nota una non volontà di confrontarsi col medico, pensando di essere in grado di fare tutto da soli.

dieta bio cane

Troppo spesso mi vedo costretto a riadattare piani dieta con errori grossolani, fonte di malessere del cane. Anche i colleghi che si occupano della creazione di diete casalinghe devono correggere diete sbilanciate o non corrette.
Addirittura a volte abbiamo trovato cani alimentati con proteine di origine vegetale come unica fonte alimentare: il cane non è vegetariano, e quindi dovrebbe alimentarsi con piccole percentuali di vegetali.

Ricordiamoci che in natura la componente vegetale viene assunta dal carnivoro ingerendo il contenuto intestinale della preda, che aveva già provveduto ad iniziarne la digestione. I carnivori non riescono, con il processo digestivo, a distruggere la cellulosa, di conseguenza non riescono ad assumere tutto il nutrimento presente dentro un vegetale, che spesso passa nel contenuto fecale solo come volume in più delle stesse.

In conclusione, oggi abbiamo innumerevoli possibilità di scelta del regime dietetico del nostro cane.
Un animale sano può alimentarsi con quello che il suo proprietario ritiene essere adeguato al proprio credo e al proprio stile di vita, ma devono essere rispettate quantomeno le regole di base nell’alimentazione di un carnivoro. La carne deve essere il componente principale, non dimentichiamolo mai.

La qualità della materia prima fa tanto, ma anche la qualità del processo di produzione di un mangime è molto importante.

Lo studio e la ricerca che stanno dietro alla formulazione di un buon alimento commerciale non deve essere denigrati a priori. Sono pochi infatti i proprietari di cani che si possono permettere di alimentare a BARF il proprio cane, e non solo per un fattore economico, ma anche perché spesso in un appartamento è difficile creare scorte adeguate per il proprio cane, così come la ricorrente abitudine dei nostri amici di portare fuori dalla ciotola il cibo non è gradito a tutti.

Conoscere come distinguere un buon mangime, sapere che occorre farsi seguire nella creazione di un piano dieta, che sia casalinga o naturale, sono punti fondamentali per non sbagliare l’alimentazione del nostro migliore amico!

 

L’autore
ruina_sitoMatteo Ruina è medico veterinario, esperto in alimentazione naturale del cane. Studioso appassionato delle discipline zooantropologiche, ha svolto alcuni progetti didattici all’interno delle scuole dell’obbligo utilizzando progetti già definiti dalla Siua, riadattandoli alle richieste del gruppo-classe, ma anche facendo progetti ex novo a seconda delle specifiche esigenze della scuola richiedente. Inoltre, da alcuni anni si occupa di zooantropologia e ha ottenuto conoscenze di base nella sistemica Zooantropologica, che gli permettono tra l’altro di effettuare visite comportamentali per studiare i corretti approcci educativi e correttivi su cani all’inizio del training e adulti con problemi di relazione con il proprio referente umano.
L’ambulatorio del dottor Ruina si trova a Guastalla, in provincia di Reggio Emilia.
Sito web matteoruina.it.