L’animale che dunque sono

Una riflessione zooantropologica su grandi domande

1371
Evolution vs. Creation

di Liana Quilici

Sono diciassette anni che svolgo progetti di Zooantropologia Applicata (ZA) nella scuola, primaria e media. Ho deciso di condividere un progetto, un unicum sicuramente, che mi è capitato di svolgere. È stato fatto per una classe V primaria con la quale avevo lavorato dalla I, appena acquisite le competenze per leggere e scrivere.

Nei precedenti quattro anni avevo svolto progetti con un unica linea conduttrice: il parlare degli animali simili ma diversi dall’uomo, per scoprire la bellezza della vita, la varietà, le analogie e le differenze, i modi di comunicare di animali che vivono con noi nelle nostre case ma anche di quelli che vivono in altri ambienti o che non vediamo perché piccoli oppure sgraditi. L’insegnante ha voluto per l’ultimo anno porre ai bambini/bambine delle domande sulla vita, sulla morte, sul senso dell’esistenza: la mia parte era quella di offrire ciò che spiega la scienza, per il resto è stata affiancata da un professore di filosofia al liceo classico della mia città.

Chi sono io? Un animale.

Mi è sembrato importante iniziare col definire i confini della specie Homo sapiens all’interno della Natura, appartenente ad essa e partecipe della vita sul nostro pianeta. Questi bambini/bambine erano già preparati a questo tipo di ragionamento perché avevamo lavorato sugli animali e sulle piante per analogie e differenze, di aspetto, forma, fisiologiche , sensoriali, anatomiche, comportamenti, ambientali.

Attraverso l’esame delle caratteristiche degli esseri viventi siamo arrivati a parlare della morte: la durata della vita in rapporto alla genetica, alle risorse ambientali, a volte anche al caso. La specie umana è stata capace di uno sviluppo numerico imponente grazie a caratteristiche fisiche e mentali, ma bisogna porre l’attenzione alla qualità della vita e al rapporto cibo/fame, parametri disuguali all’interno di una popolazione.
Il depauperamento del mare e della terra è responsabile della diminuzione di risorse che si sta verificando, quindi ho proposto ai bambini/bambine due strade per rispondere:
– la prima legata alla religione: è la volontà di Dio, e quale dio?
– la seconda legata all’evoluzione prendendo in considerazione alcune domande:
1) l’Homo sapiens è il punto di arrivo dell’evoluzione?
2) Avremmo potuto non esistere nella nostra linea attuale?

Essendo inseriti fra gli altri esseri viventi, dovremmo fare delle scelte che tengano conto delle conseguenze sulla Terra, sugli altri animali e sulla vegetazione. Inizialmente ho avuto difficoltà a decidere la linea del progetto, poi con un linguaggio semplice ho posto domande alle quali poter dare risposte dirette e spiegabili in modo scientifico. Questo non significa lasciare da parte l’empatia o i sentimenti, espressi dai bambini/bambine nei racconti sulla morte dei loro animali o a volte dei nonni: hanno condiviso i ricordi più belli con loro, chiesto informazioni sulle malattie, poi con l’insegnante hanno creato degli epitaffi e
prodotto disegni.

Ho voluto condividere questo progetto, più filosofico che veterinario, perché sono convinta che si possa parlare di tutto con tutti usando un linguaggio adatto, eliminando sovrastrutture e discorsi scontati, ma cercando di andare su contenuti che forniscano gli strumenti per capire i problemi. La discussione più approfondita e forse interessante è avvenuta poi con l’insegnante di filosofia e poi nel corso dell’anno con le insegnanti della classe ogni volta che se ne è presentata l’occasione (visita a S. Anna di Stazzema e progetto sulle deportazioni nella provincia di Lucca).

Sicuramente ogni persona avrebbe avuto una modalità diversa dalla mia, ma qualunque sia la strada credo sia stato importante lavorare in team per un unico progetto di insegnamento da parte di professionisti in varie discipline per mostrare un modo di ragionare variegato su uno stesso argomento.
Una multidisciplinarietà purtroppo assente nella Scuola italiana.

“liana”L’autrice
Liana Quilici
Classe 1960, laureata in Medicina Veterinaria a Pisa nel 1986, lavoro ambulatoriale come libera professionista.
Corsi di Zooantropologia Didattica presso la SIUA.
Master in Scienze Comportamentali Applicate a Pisa (2001-2002).
Dal 2001 in poi presenta il Progetto Giulius (Zooantropologia Didattica e altro) presso scuola primaria e media.
Anno 2007 rubrica “Il koala ci guarda” all’interno del programma Il ruggito del coniglio su Radio2