Le piume variopinte del pavone, i riflessi argentei delle squame di un pesce, la criniera folta di un cavallo o gli occhi screziati di ambra del nostro micio di casa, ebbene sì, anche il mondo animale ha i suoi canoni estetici! Che gli animali avessero un gusto verso simmetrie, colori e proporzioni se ne era già accorto il famoso naturalista Charles Darwin che nel libro L’origine dell’uomo e la selezione sessuale diede ampio spazio al Sense of Beauty delle altre specie. La domanda che si poneva il naturalista ruotava attorno a quali fossero le caratteristiche che portavano una femmina di una precisa specie a scegliere un maschio per l’accoppiamento.
In poche parole, come doveva esser quest’ultimo per essere ritenuto “grazioso”, e quindi un buon partner, all’esigente occhio femminile?

Ogni specie ha il proprio senso estetico che va colto

Per Darwin le scelte estetiche femminili (accoppiarsi con un maschio piuttosto che un altro) agivano come una vera e propria forza selettiva capace di “premiare” quegli individui che erano meglio equipaggiati agli occhi delle femmine. In questo senso, piume colorate, canti armonici, palchi e petti gonfi (pensiamo al gallo cedrone americano, Tetrao umbellus) rappresentano gli strumenti che i maschi utilizzano per far capire alle femmine: “Ehi! Guarda come sono forte e bello! Se scegli me, i nostri cuccioli saranno sicuramente così! Sono una garanzia!”. E così per Darwin si sarebbero “selezionati” in natura nel corso delle generazioni quei maschi meglio adornati andando a definire precisi “canoni di bellezza animali”!

senso_estetico_siua_blog_insideFacciamo qualche esempio: le rondini trovano attraenti le code lunghe e affusolate, i fringillidi come i canarini trovano interessanti le armonie vocali, le femmine della gazzella di Thomson trovano piacevole il modo in cui i maschi saltano mentre corrono (il famoso balzo della gazzella di Thomson capace di far demordere anche i predatori più agguerriti), e gli uccelli giardinieri maschi sono dei maestri architetti nel costruire nidi che lasciano senza fiato dalla bellezza delle forme e dai colori che spiccano tra gli arbusti intrecciati e che sono dati da piume che questi raccolgono nelle vicinanze. E cosa dire poi delle paradisee dell’Australia, delle Molucche o della Nuova Guinea, che, oltre ad avere piumaggi dai colori meravigliosi, durante il corteggiamento fanno vere e proprie parate per cercare di ammaliare le femmine. Potrei raccontarvi molti altri esempi, ma non c’è spazio!Se l’argomento vi interessa potete però guardare il documentario Animals in Love dove il registra francese Laurent Charbonnier ha raccolto immagini splendide che colgono innumerevoli specie animali alle prese con il corteggiamento e quindi con il dare risalto alle proprie bellezze.

“Ehi! guarda come sono forte e bello! Se scegli me, i nostri cuccioli saranno sicuramente così! Sono una garanzia!”

La natura non è certo avara di bellezza se noi abbiamo uno sguardo attento a coglierla. Anche se, da bravi etologi ed amanti del mondo animale, dobbiamo evidenziare che non sempre questa segue i nostri stessi canoni. Ciò che è bello per un animale, non lo è per l’altro! In natura spesso le femmine infatti sono attraenti – al contrario dei maschi – se hanno colori smorti, ovvero in grado di mimetizzarsi facilmente durante la cova, il parto o il primo svezzamento dei cuccioli: questo le rende meglio protette dagli attacchi dei predatori.

Insomma, ogni specie ha il proprio senso estetico che va colto e compreso all’interno del suo ambiente e delle sue relazioni sociali.