Il cane soffre molto la solitudine perché è come privarlo di alcune parti del suo corpo, giacché la sua dimensione comprende anche il corpo dei compagni di vita, perché lui si proietta in uno spazio esistenziale che è fatto di relazioni ancor prima che di ambiente.

siua_blog_inside_siamounasquadra_inside_1Alcuni affermano che il cane deve vivere in giardino, altri ne fanno la causa di tutti i mali: ma questa frase non vuol dire nulla. Un conto è se il cane passa la vita in solitudine in giardino, un conto se il giardino è il luogo d’incontro. E non si tratta di un semplice bisogno di compagnia o di affetto, ma di un’esigenza globale, di un modo di esistere nel senso più completo del termine.

Un cane da solo non è deficitario di qualcosa in particolare ma gli viene a mancare il senso stesso della vita. Per questo se lasciato in solitudine cercherà in ogni modo di evadere da quella situazione innaturale, cercare pertugi di relazionalità con gli altri, fossero pure conflittuali, o andrà incontro a gravi derive comportamentali.

La libertà per il cane non si misura perciò nella grandezza di una casa o di un giardino o nella possibilità di fare liberamente ciò che individualmente si desidera: per il cane, libertà è partecipazione.

Il cane sembra sempre in credito di relazione, non è possibile non sentirsi in qualche modo debitori nei suoi riguardi e siamo sempre noi i primi a stancarci elle attività collaborative con lui. Questo significa per atro che, se è vero che la relazione con un cane rappresenta una delle più belle esperienze della vita, è altresì evidente ce comporta un bel carico di responsabilità.
Ritengo d’altro canto che tale responsabilità vada vissuta non come un compito gravoso, una sorta di obbligo, ma come un sentire che parte da una forte consapevolezza di valore.

E’ indispensabile che chi adotta un cane rifletta sul significato di questa presenza senza darla per scontata: valore e impegno sono infatti legati a doppio filo.

(tratto da R. Marchesini, Quaderni di cinologia, L’arte di collaborare. La dimensione sociale del cane, 2015, Apeiron, Bologna)

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