Che cos’è uno hobby?
Tutti noi abbiamo uno hobby, una passione, un qualcosa che ci piace coltivare al di fuori della routine di ogni giorno.
Posso già immaginare alcuni di questi, ultimamente va molto di moda il pilates, gli orti sinergici sul terrazzo, oppure ancora il birdwatching!
Tutti hobbies molto belli ed interessanti, la vita di oggi ce ne propone davvero tanti, ma che cos’è un hobby?
Questo sostantivo pare voglia indicare qualsiasi occupazione perseguita con impegno e passione nel tempo libero, per ricreazione o passatempo.
Mi vorrei soffermare su queste parole: tempo libero, ricreazione e passatempo.
Ora, avendo fatto questa premessa mi piacerebbe fare una riflessione.
Spesso, anzi quasi sempre, interessarsi ai cani vuol dire avere un hobby, da qui una serie di cliché del tipo: ho la passione dei cani infatti ho preso dieci cani!
Ma è proprio questo quello che ci lega ai cani?
Che cosa sono per noi i cani
I cani sono per noi dunque un passatempo, un’occasione di ricreazione, il nostro hobby, la nostra passione?
Beh si, in molti casi purtroppo è questa la situazione che si verifica.
Questo è il fulcro della mia riflessione, perché personalmente invece vedo i cani come componenti di un gruppo affiliativo, di una famiglia, e se così è vero, se il cane è un componente di una famiglia, come lo si può paragonare ad un hobby o ad una passione?
Sarebbe come dire che mia nonna è il mio hobby, oppure che ho una passione per mia sorella!
Può essere plausibile?
Al massimo direi che vivo la relazione con mia sorella in maniera passionale, ma non che mia sorella per me è una passione.
Dunque il deficit è proprio su base relazionale.
Nella maggior parte dei casi succede che il cane viene adottato a seguito di una scelta più o meno consapevole ed inserito “forzatamente” in una famiglia. Dico forzatamente perché, se vogliamo essere obiettivi, il cane difficilmente ha la libertà di scegliere il proprio gruppo affiliativo, la propria famiglia, al contrario viene preso di forza ed inserito senza tener conto del suo parere o di ciò che sono i suoi bisogni.
I nostri cani sono i veri attori della relazione?
Ad ogni modo, l’altissima attitudine sociale dei cani, dai quali potremmo sicuramente imparare e prendere spunto, permette agli stessi di farsi piacere in qualche modo la famiglia nella quale si ritrovano, di integrarsi e come se non bastasse gli permettere di essere una componente attiva.
Le competenze dei cani a livello sociale sono estreme, probabilmente spesso vengono visti come oggetti da comprare e poggiare random in una casa qualsiasi, in un giardino qualsiasi o in un terrazzo qualsiasi, dimenticando che sono invece esseri senzienti dotati di intelligenza sociale.
Per loro entrar a far parte di una famiglia vuol dire conoscere i componenti di quel gruppo affiliativo, capire i vari ruoli di ogni componente e trovare loro stessi un ruolo da svolgere al suo interno. Per esempio potrebbero prendersi carico o proteggere un soggetto più debole, potrebbero occuparsi dell’accoglienza delle persone estranee, potrebbero più semplicemente occupare il ruolo del burlone di turno cercando quindi di sdrammatizzare situazioni potenzialmente critiche.
Insomma, di ruoli si potrebbe parlarne all’infinito.
Oggetto, relazione, oggetto di relazione

Alla luce di questi fatti, si può ancora paragonare un cane ad un hobby o ad una passione? E se un cane non è dunque un hobby ne una passione cos’è dunque, anzi, chi è?
Si perché secondo me il nodo della questione è tutto li!
Una volta scoperto che, una volta adottato, il cane diventa di fatto un membro della famiglia, in maniera abbastanza naturale cambierebbe il modo col quale ci relazioniamo con lui.
Una volta accettato che il cane è un membro della famiglia, di certo tante cose che sono scontate non lo sarebbero più.

Il cane componente del nucleo familiare

Un componente della famiglia non è un qualcosa che si possiede, non è un qualcosa che si sfoggia, non è un qualcosa che si usa! Un componente della famiglia semplicemente non è qualcosa, è qualcuno!
Qualcuno da amare, da rispettare, da comprendere, da accettare, da accettare in tutte le sue strabilianti diversità.
Vedere il proprio cane come “qualcuno” e non come “qualcosa” è solo l’inizio di una presa di coscienza ben più ampia.
Percepire un cane come qualcosa di cui si ha proprietà oltre ogni limite porta inevitabilmente in una situazione di totale privazione di identità dell’essere cane!
Da qui nasce il deficit relazionale.
Accettare l’identità del cane, del proprio cane, è in assoluto il primo passo per colmare finalmente un deficit relazionale che la nostra società si porta avanti da fin troppo tempo.

Foto di copertina: Pixabay

giusi lupertoL’autrice
Giusi Luperto

Giusi Luperto è educatrice e tutor Siua.