Questo vademecum mira a fornire utili indicazioni ai proprietari di cani per aiutarli a uscire indenni da situazioni di aggressività che possono scaturire sia in contesti domestici che pubblici e si pone l’obiettivo di rilevare i sintomi di una situazione che potrebbe degenerare e comportare problemi gravi non solo per le persone ma per il cane stesso. Prevenire è meglio che curare ed evitare le situazioni di aggressività prima che possano accadere non è solo importante per la salvaguardia della sicurezza, ma si rivela eticamente corretto anche nei confronti del cane. Nella maggior parte dei casi, il soggetto, prima di arrivare a mordere, dà evidenti segnali di avvertimento che vengono spesso ignorati o interpretati erroneamente dalle persone. Ricordiamo che un comportamento aggressivo di un cane ai danni di un familiare, di un estraneo o di un altro cane, rappresenta non solo una ferita in termini fisici da parte di chi subisce l’aggressione, ma anche un forte squilibrio emozionale da parte di chi lo realizza. Compito di un buon proprietario è quello non solo di mettere il cane nelle condizione di non ripetere più l’aggressione, ma anche di riportare il soggetto in una condizione di equilibrio emozionale dopo che il fatto è accaduto.

In questo breve scritto, quello che ci interessa non è dare l’ennesima classificazione e nomenclatura ai comportamenti aggressivi: aggressività da status, aggressività possessiva, territoriale, sul cibo, da irritabilità causata da fastidi fisici (tra i vari titoli in merito, citiamo Karen L. Overall, La clinica comportamentale del cane e del gatto). Cercheremo invece di fornire un elenco delle situazioni tipo in cui si manifestano i comportamenti aggressivi di un cane, un prontuario di cose da non fare e di provvedimenti da prendere per evitare situazioni gravi, prima di contattare un professionista che possa assisterci nella risoluzione del problema.
Consideriamo che c’è sempre una causa alla base del comportamento aggressivo del cane e che, gestendo correttamente l’ambiente e le nostra comunicazione, i problemi si possono spesso risolvere, tenendo sempre presente che la fiducia è l’arma più importante su cui fondare l’intervento di modifica del comportamento del cane.


A Situazioni tipo all’interno dell’ambiente domestico

1 – cuccia
2 – divano
3 – letto
4 – ciotola
5 – cibo/risorsa caduta a terra inavvertitamente
6 – gioco
7 – oggetto rubato
8 – sotto il letto

9 – sotto il tavolo
10 – mentre viene spazzolato o tolettato
11 – mentre viene medicato
12 – per le normali operazioni di igiene
13 – mentre viene accarezzato da un membro della famiglia
14 – quando entra un estraneo in casa o in giardino


B Situazioni tipo in ambiente esterno

1- incrociando una persona sul marciapiede
2 – qualcuno cercava di accarezzarlo
3 – rincorrendo una bicicletta
4 – un altro cane


C Che tipo di minaccia esprime il cane ai danni del suo interlocutore:

Livello di intensità del ringhio
• basso
• medio
• alto
• con o senza mostrare i denti
Si alza e/o si muove verso il target con un livello di intensità
• basso
• medio
• alto
Uso della bocca nei confronti del target o interlocutore
• Singolo/Ripetuto
• pizzico S/R
• morso trattenuto S/R
Età evolutiva del soggetto
• da 0 a 2 anni
• oltre i 2 anni
Taglia del cane
• piccola (da 2 a 10 kg)
• media (da 10 a 30 kg)
• grande (oltre i 30 kg)

A1 Il cane ringhia quando passate nella prossimità della sua cuccia quando dorme o vi è semplicemente steso e riposa

1 – Vivendo con il cane in casa, ci troveremo inevitabilmente a vivere con lui degli spazi promiscui, ad esempio il luogo dove il cane mangia potrebbe essere la nostra cucina, il salotto o la camera da letto il luogo dove lui riposa o dorme. Condividere gli spazi a volte comporta che il cane li senta invasi e per questo li difenda ringhiando o agendo in maniera avversativa. Educare un cane ad avere una sua cuccia dove riposare, collocata in un punto strategicamente positivo, come spiegheremo in seguito, aiuta ad evitare problemi.

2 – Se il cane vi ringhia mentre passate camminando vicino a lui che riposa sdraiato, fermatevi rimanendo in piedi e date il fianco al cane.

3 – Fate due passi indietro senza dargli le spalle.

4 – È molto importante leggere correttamente il linguaggio del cane, in particolare modo, osservare il livello di rigidità del corpo e dei suoi movimenti.

5 – Se il cane, infatti, alzandosi dalla cuccia o comunque da terra, per venire verso di voi, si mostra teso, non cercate in nessun modo il contatto.

6 – Chiamatelo e invitatelo a seguirvi allontanandovi da lui e dandogli le spalle. Cercate di stemperare la tensione rivolgendovi al cane in toni amichevoli e gioiosi.

Cosa fare per impedire che accada di nuovo

1 – Se il cane vi ha ringhiato quando riposava in un punto di passaggio della casa, provvedete a farlo dormire o riposare sempre sulla sua cuccia o suggeritegli di prendere posizione in un punto dove non transiterà nessuno.

2 – Se il cane vi ha ringhiato mentre era sulla sua cuccia, lasciate passare qualche minuto dall’accaduto e quando il cane si trova in un altra stanza o è fuori per la passeggiata con un altro familiare, cambiate posto alla cuccia facendo attenzione a non disporla:
a) in un punto di passaggio
b) di fronte ad una soglia
c) in prossimità di risorse importanti

3 – Ricordatevi che la cuccia per il cane deve rappresentare un luogo di riposo, calma, tranquillità e rilassamento.
Mentre il cane riposa non deve essere né disturbato né indispettito. Suggerimento questo da rispettare soprattutto all’interno di ambienti domestici in cui siano presenti dei bambini.

4 – A seconda dei livelli di intensità di espressione del comportamento di minaccia e considerata l’età evolutiva di riferimento contattate al più presto o un educatore, o un veterinario comportamentalista e un istruttore cinofilo.

5 – Se i livelli di intensità della minaccia del cane sono molto bassi e il cane si trova nella prima fascia evolutiva potete contattare un educatore cinofilo che sappia:
a) verificare l’entità del problema e riconoscere anche le forme embrionali di aggressività del cane.
b) leggere lo stato emozionale del cane e quali sono le motivazioni più forti nel soggetto. Quale motivazione sta alla base del comportamento di minaccia del cane? Quali emozioni prevalgono prima-durante-dopo l’espressione del comportamento problema?
c) se gli indizi lo rendono necessario, mettervi in contatto con un veterinario comportamentalista ed un istruttore cinofilo
d) lavorare sulla calma del cane collocando la copertina in un punto strategico dove il cane non si senta ne invaso ne escluso.
e) lavorare sulla pro-socialità del cane e sulla fiducia nei confronti dei membri della famiglia.

6 – Se i livelli di intensità dell’espressione comportamentale aggressiva del cane sono medio/alti in qualunque fascia evolutiva si trovi, contattiamo subito un veterinario comportamentalista ed un istruttore cinofilo che sappiano:
a) abbassare i livelli di reattività del soggetto e leggere l’indice di rischio della situazione
b) saper offrire delle soluzioni tampone che prevedano dei cancellini o chiusure di porte nei luoghi dove il cane riposa
c) intervenire sulla sistemica familiare soprattutto se si tratta di un caso di errato posizionamento sociale
d) rilevare lo stato emozionale del soggetto in particolare se il cane ringhia per paura
e) nel caso in cui ci troviamo di fronte ad un soggetto timoroso o pauroso, il lavoro dovrà vertere sull’innalzamento dei livelli di sicurezza ed autostima del cane.

 

A2 Il cane ringhia quando si trova sdraiato sul divano e vi avvicinate per sedervi

1 – Spesso il cane in casa, sceglie come luogo di elezione del suo riposo, il divano. Spiegheremo di seguito i motivi per cui è sconveniente che il cane faccia questo ma diciamo anche che non si tratta di una regola assoluta e valida per tutti. Esistono, infatti, tantissimi cani che condividono tranquillamente il divano con familiari ed ospiti senza alcun problema.
Scendono se gli viene richiesto e si lasciano accarezzare senza mostrare alcuna tensione.

2 – È tuttavia molto frequente, soprattutto fra i cani di piccola taglia, che la postazione del divano venga difesa quando una persona si avvicina anche senza avere alcuna intenzione di farlo scendere.

3 – Se ciò dovesse accadere, a prescindere dalla causa che sta alla base del comportamento del cane, fermiamoci e diamogli il fianco, chiamiamolo ed invitiamolo a scendere mantenendo un tono amichevole.

4 – Non sentiamoci feriti nell’orgoglio, il cane non vuole sottometterci!
Non c’è alcuna ragione di rivolgerci a lui in tono minaccioso, perentorio, a volte isterico, andando ad irrigidire ulteriormente la situazione.

5 – Spesso se reagite al ringhio, o più in generale alle minacce del cane come al punto 4, la situazione può degenerare fino ad arrivare al morso.
In questo caso vi dovrete assumere il rischio della strumentalizzazione e la possibilità di trasformare divano in un campo espressivo di comportamenti agonistici e antagonistici tra il cane ed i familiari, con un naturale aumento dell’intensità delle azioni da parte del cane ed inevitabilmente degli esseri umani.

6 – È consigliabile piuttosto rifiutare il confronto e agire come consigliato al punto 1

7 – Se il cane dovesse rifiutarsi di scendere dal divano, continuando a tenerci sotto controllo con lo sguardo, è consigliabile far passare qualche minuto facendo finta di niente e continuare con le vostre faccende lontano dal divano.

8 – Cambiate stanza e chiamate il cane invitandolo a seguirvi. Quando arriva lodatelo nel modo che lui più gradisce.

9 – Se nonostante i vostra forzi il cane si rifiuta di scendere, lasciate correre un lasso di tempo superiore tra l’emissione della minaccia e la presa in carico della situazione da parte vostra.

Cosa fare per impedire che accada di nuovo

1 – Se la situazione è quella descritta, è evidente che esiste un problema di gestione del cane all’interno della casa e che esso non ha una rappresentazione chiara del valore dei luoghi di riposo.

2 – Spesso ciò è sintomo di un problema più complesso che il cane vive all’interno della sistemica familiare, ascrivibile alla sfera del ” posizionamento sociale” all’interno del suo gruppo sociale.

3 – Prima di tutto é necessario provvedere tecnicamente in modo che la situazione non si riproponga. In un momento diverso della giornata, quando il cane ha abbandonato il divano, provvediamo a metterci sopra delle sedie o del materiale ingombrante che renda impossibile al cane salirvici sopra. Assicuriamoci che nella stessa stanza il cane abbia una cuccia comoda e gradita come alternativa. Sceglietene una tra le tante offerte dal mercato.

4 – Rimuovete gli impedimenti dal divano solo quando vi sedete voi e gli altri componenti della famiglia.

5 – La scelta di far salire il cane di nuovo sul divano é da rimandare a dopo il consulto con un veterinario comportamentalista e l’istruttore cinofilo a cui vi sarete nel frattempo affidati.

6 – Se il livello di intensità della minaccia è molto basso e il cane si trova nella prima fascia evolutiva, in particolare quella che va dai 2 ai 4 mesi, contattate un educatore cinofilo che sappia:
a) leggere lo stato emozionale del soggetto
b) lavorare sulla sua pro-socialità
c) educare il cane al contatto e alla manipolazione
d) guidare il cane al giusto inserimento all’interno del gruppo familiare

7) Se i livelli di intensità della minaccia sono medio/alti accompagnati da un’ azione aggressiva, contattate un veterinario comportamentalista ed un istruttore cinofilo che sappiano:
a) abbassare i livelli di reattivitá del soggetto
b) procedere ad un riposizionamento sociale del cane nella sistemica familiare e disciplinare i suoi luoghi di riposo.
c) leggere correttamente lo stato emozionale del soggetto, in generale e nella situazione problema.
d) leggere le motivazioni prevalenti nel cane, non solo all’interno della situazione problema.
e) capire che cosa porta il cane a ringhiare quando si trova sul divano

A3 Il cane ringhia quando si trova sul vostro letto

1 – Questa situazione mostra delle evidenti analogie con il punto 2A in cui il vostro cane ringhia quando vi avvicinate al divano mentre lui ci sta riposando.

2 – Far dormire il cane sul letto apre diversi possibili scenari. Il cane infatti può ringhiarvi:
a) nel momento in cui sta dormendo con voi e lo toccate inavvertitamente durante la notte muovendovi;
b) quando il cane è già sul vostro letto che dorme e vi avvicinate per sdraiarvi pure voi;
c) mentre cercate di convincerlo a scendere.

Descriveremo accorpando i casi b) e c), viste le reciproche analogie di scenario.

3 – Come nel caso del “divano”, dunque, fermatevi e, dando leggermente il fianco al cane, invitatelo con tono amichevole a scendere.

4 – Se questo tentativo non produce l’effetto desiderato, consigliamo di lasciare la stanza, far passare qualche minuto e chiamare il cane invitandolo a raggiungervi, ricordandovi di mantenere un tono della voce calmo ed amichevole.

5-Quando il cane arriva sarà possibile premiarlo con la voce e con del cibo, al fine di dare una marcatura emozionale positiva alla vostra interazione con lui e aumentare la sua aspettativa nei vostri confronti.

6 – Muovendovi in maniera del tutto naturale indirizzatevi di nuovo nella stanza da letto e questa volta guidatelo verso la sua cuccia che può essere disposta nel punto che più ritenete opportuno anche all’interno della vostra stessa stanza da letto. Di solito un angolo è perfetto, lontano da oggetti incombenti e punti di passaggio.

7 – Nel caso in cui i livelli di minaccia del cane nei vostri confronti siano stati medio/alti, potete procedere a chiudere la porta e impedire fisicamente l’ingresso del cane all’interno della stanza da letto.

8 – È fortemente consigliabile un consulto con un veterinario comportamentalista ed un istruttore cinofilo.

Cosa fare per impedire che accada di nuovo

1 – Se decidete di far dormire il cane nella vostra stessa stanza, non c’è problema, a patto che stia nella sua cuccia. Assicuratevi che sia posizionata non soltanto nel posto giusto ma che sia comoda e accogliente. Spesso non osserviamo i gusti del nostro cane e compriamo cucce che piacciono più a noi che a lui.

2 – Separare i luoghi di riposo e relax del cane dai nostri é una buona abitudine perché permette una reale integrazione del cane nel contesto familiare, rispettando però le sue coordinate etologiche di sviluppo ed interesse. Un cane quando esce in passeggiata e viene liberato ha bisogno di correre e sporcarsi, marcare il terreno con le spalle e la schiena, scavare con le zampe, bagnarsi in un corso d’acqua o in una pozzanghera. È giusto non esagerare con l’igiene, lavare troppo spesso il cane, altera il suo odore, elemento fondamentale della comunicazione intra-specifica e parte fondamentale del suo benessere.

3 – Dormire nel letto e condividere i luoghi di riposo non rappresenta in sè un elemento di leadership e coordinamento del cane nei confronti del P.O. e del gruppo familiare. Esistono delle bellissime relazioni e cani perfettamente equilibrati anche se condividono il luogo di riposo con i compagni umani!

4 – La possibilità di dormire nel letto con il P.O. rappresenta però per il cane un indice di posizionamento sociale. Se esso viene associato ad altri indizi potrebbe contribuire a far del vostro cane un coordinatore del gruppo umano ed aprire una dinamica possessiva ed antagonista all’interno della relazione.

5 – Se i livelli di intensità di azione della minaccia da parte del cane sono bassi, il soggetto si trova all’interno dei primi sei mesi della prima fascia di età evolutiva o se il cane vi ringhia mentre sta dormendo con voi, mentre vi muovete, contattate un educatore cinofilo che sappia:
a) dare una lettura corretta del posizionamento sociale del cane all’interno del gruppo familiare.
b) insegnare al cane a dormire sulla sua cuccia, magari anche all’interno della stessa stanza da letto del P.O.
c) riequilibrare le regole gestionali del cane
d) lavorare sul distacco

6 – Se i livelli di minaccia del cane sono medio medio/alti accompagnati da attivazione elevata degli altri parametri di rischio è consigliabile consultare velocemente un veterinario comportamentalista ed un istruttore cinofilo che sappiano:
a) suggerire degli efficaci provvedimenti tecnici al fine di prevenire il ripetersi di episodi spiacevoli, evitando meccanismi di esclusione del cane che possano erodere risorse di cambiamento alla relazione
b) attuare un buon riposizionamento sociale del cane, stando attenti a non scadere nel mobbing
c) fare leva sulle dimensioni di relazione inesplorate e saper ricostruire una routine che alzi lo stato di benessere psico-fisico del cane e lo metta nelle condizioni di accettare il cambiamento di alcune abitudine per lui oramai acquisite, tra le quali quella di dormire sul divano.

A4 Il cane vi ringhia quando vi avvicinate alla ciotola mentre sta mangiando

1 – Se il cane vi ringhia subito dopo che avete appoggiato la ciotola a terra o quando vi avvicinate mentre sta mangiando, non allarmatevi. Fermatevi esattamente nel punto in cui il cane vi ha ringhiato, prestate il fianco e allontanatevi lasciandolo mangiare indisturbato in tutta tranquillità.

2 – Se il livello del ringhio è di intensità medio/bassa e il cane non ha messo in atto alcun tipo di azione avversativa nei vostri confronti, è possibile eseguire i suggerimenti indicati al punto 1 e potete tornare verso il cane con in mano un pugno di bocconi appetitosi, che potete: a) far mangiare dalle vostre mani, b) rovesciare nella sua ciotola.

3 – Se optate per la scelta b), fermatevi all’altezza in cui il cane vi ha precedentemente ringhiato e lanciate uno alla volta i bocconi che avete in mano nella ciotola in cui il cane sta mangiando. Non è del tutto importante che riusciate a fare centro, l’obiettivo è aggiungere qualcosa di positivo al cane, mentre voi vi avvicinate. Questo gesto ha l’obiettivo di aumentare il senso di fiducia tra voi e il vostro cane. Cercherete così di fargli capire che se voi vi avvicinate non è per sottrarre una risorsa o infastidire quanto piuttosto per addizionare elementi positivi.

4 – È consigliabile comunque contattare al più presto un istruttore cinofilo anche quando si tratta di un soggetto nella prima fascia di età evolutiva (ovvero entro i due anni). La possessività sulla ciotola e sul cibo in generale, può essere un elemento molto rischioso per il nucleo familiare ed è un fenomeno su cui si deve immediatamente intervenire. Altresì rappresenta un indice importante di mancanza di fiducia fra il cane e uno o più membri del gruppo familiare. Potrebbe anche essere l’indizio di reazione e sensibilizzazione del cane ad un sistema comunicativo del partner umano basato su toni di voce e modi avversativi o comunque carichi di tensione. Spesso la possessività sulla ciotola e sul cibo è associato ad un indice di stress molto alto.

Cosa fare per impedire che accada di nuovo

1 – È indispensabile per il benessere psicofisico del cane che il momento o i momenti del pasto siano contrassegnati dalla tranquillità e dalla serenità. Molti problemi legati al manifestarsi di forme di aggressività in presenza del cibo, potrebbero essere evitati gestendo con calma e disciplina il “rituale agapico” ( il rituale del cibo) evitando situazioni di sovreccitazione che rendono il cane impulsivo e meno autocontrollato.

2 – È dunque indispensabile scegliere per il cane un orario giusto per la somministrazione del pasto e cercare di rispettarlo sempre. Per il cane il cibo deve essere qualcosa di garantito e somministrato in un luogo giusto. Non è necessario separare il cane e farlo mangiare in un altra stanza ma è indispensabile che possa mangiare in un luogo sicuro, non in un punto di passaggio, dove non risulti accerchiato dalle persone, dunque non in mezzo ad una stanza.

3 – È assolutamente sconsigliabile mettere le mani nel pasto del cane per conquistarne la fiducia. Vi piacerebbe se qualcuno vi mettesse le mani o la sua forchetta nel piatto mentre state mangiando una pietanza a cui tenete particolarmente? Credo che resisteremmo molto meno del cane a manifestare comportamenti aggressivi. Questa usanza può tuttavia essere considerata una credenza, espressione di una volontà di potenza dell’uomo sul cane, portatore di “istinti pericolosi” da domare. Siamo convinti che la capacità di guidare un cane ottenendo il suo rispetto non si conquistino con i gesti di bullismo ma con le complicità relazionali e il rispetto profondo per l’animale che abbiamo davanti, spediamo nel dimenticatoio questa fastidiosa pratica che ha come unico obiettivo quello di aumentare la possessività del cane sul cibo.

4 – Se il livello di intensità della minaccia è medio/basso e il cane si trova nella fascia di età evolutiva entro i sei mesi, contattate un educatore cinofilo che sappia:
a) leggere la sistemica familiare e i livelli di stress del cane
b) capire lo stato emozionale del cane nei confronti delle sue risorse
c) impostare le regole gestionali compreso il rituale agapico

5 – Se il livello di intensità della minaccia è medio/ alto e sono attivi alti livelli di rischio, contattate un veterinario comportamentalista ed un istruttore cinofilo che sappiano:
a) valutare correttamente l’indice di rischio della situazione
b) impostare il rituale agapico con la persona, all’interno del gruppo familiare, più responsabile e partecipe della gestione del cane
c) dare delle procedure di sicurezza nella somministrazione del pasto
d) rimuovere gli indizi di posizionamento sociale alto del cane
e) impostare attività collaborative tra il P.O. e il cane che sappiano abbassare i livelli di tensione all’interno della relazione.

A5 Cibo/risorsa caduta inavvertitamente

1 – Qualsiasi cosa di potenzialmente pericoloso metta in bocca il cane, dobbiamo agire tempestivamente ma senza alcun panico. Attiriamo la sua attenzione senza indirizzarci verso di lui, piuttosto allontaniamoci e invitiamolo a venire verso di noi.

2 – Se siamo stati abbastanza pronti e avremo preso con noi dei bocconcini, concediamoli senza allungare il braccio e la mano verso il cane e buttiamoli a terra mentre si sta avvicinando. Non buttiamoli a caso ma cercando di disegnare una pista che allontani il cane dalla risorsa che nel frattempo avrà lasciato a terra, dopo aver accettato il nostro primo bocconcino. Per raccogliere la risorsa alimentare da terra aspettiamo che il cane si sia allontanato mangiando la pista di bocconcini. I cani sanno benissimo leggere le nostre intenzioni osservando il nostro corpo e la nostra mimica. Solo una volta lontano raccogliamo la risorsa da terra.

3 – Se come indicato al punto 2, il cane non viene verso di noi possiamo andare noi verso di lui, compiendo una curva nella traiettoria di avvicinamento. Fermiamoci a debita distanza dal cane che ha in bocca la risorsa caduta inavvertitamente e dando il fianco senza chinarci verso di lui, gettiamo i nostri bocconi a terra cercheremo di scambiarli con la risorsa che il cane ha preso in bocca.

Cosa fare per impedire che accada di nuovo

1 – Questa situazione è frequente sia in casa sia fuori anche se la preoccupazione che il cane possa ingerire qualcosa di pericoloso per la sua salute di solito aumenta quando siamo in esterno.
Il problema è che nel preoccuparci troppo aumentiamo anziché abbassare l’indice di rischio sortendo l’effetto contrario di ciò che desideriamo. Essere preoccupati ci porta a guardare continuamente a terra per vedere se il cane tira su qualcosa e questo provoca sul cane un grande effetto di focalizzazione e interesse per ciò verso cui vogliamo allontanarlo.

2 – Non solo guardiamo a terra preoccupati ma lo tiriamo con il guinzaglio quando si avvicina ad annusare qualcosa a terra, tipo una carta dove è stato contenuto cibo o la cacca di un altro cane etc. Proprio il sentirsi tirato al guinzaglio aumenta il suo desiderio e lo porta a compiere gesti furtivi e agonistici che lo portino ad afferrare l’oggetto del desiderio.
Spesso il cane in questi casi dopo aver affermato tende ad ingoiare per impedire che voi possiate toglierglielo dalla bocca.

3 – A meno che non si tratti di una questione di vita o di morte è molto importante per invitare il cane a collaborare che non appena preso la risorsa in bocca non urliate in maniera isterica né facciate gesti repentini verso il cane nel tentativo di aprirgli la bocca.
Questo potrebbe portare non solo a ringhiarvi ma a serrare la bocca o masticare più velocemente possibile al fine di ingoiare.

4 – È possibile che il cane vi ringhi minacciando anche quando gli viene detto “NO” con tono aggressivo. Molti proprietari nel pronunciare il diniego, agitano il cane e lo irrigidiscono trasmettendogli ansia.

5 – Lasciamo dunque che il cane esplori a terra senza troppe preoccupazioni. Distraiamolo coinvolgendolo e lodandolo, quando qualcosa ci preoccupa realmente. Dovete essere attrattivi e incuriosire il cane portandolo sul piano della collaborazione e non dello scontro. Solo così saprete accreditarvi e crearvi i presupposti in futuro affinchè i vostri “NO” e i vostri “LASCIA” funzionino.

6 – Contattate un educatore o un istruttore cinofilo a seconda dell’indice di gravita del problema (indice ricavabile controllando i parametri di intensità dell’azione e l’età evolutiva del cane).
7 – Se la situazione ha un livello di gravità bassa e il cane non raccoglie da terra in maniera maniacale e compulsiva è possibile rivolgerci ad un educatore cinofilo che sappia:
a) lavorare sulla comunicazione del P.O. nei confronti del cane
b) lavorare sullo scambio attraverso le interazione ludiche con oggetti creati appositamente per giocare con il cane.

8 – Se la situazione presenta un indice di gravità alto, il cane quando esce non fa altro che puntare oggetti a terra da raccogliere, spesso fazzoletti e cartacce e presenta una vera e propria fissità cognitiva che mette la relazione in una vera e propria strettoia è necessario rivolgerci ad un veterinario comportamentalista e ad un istruttore cinofilo che sappiano
a) lavorare sulla comunicazione del P.O. nei confronti del cane evitando di essere ansiogeno, agonistico e antagonistico
b) rilevare i livelli di stress e frustrazione del cane all’internp della sistemica familiare
c) dare delle soluzioni tampone a partire dal convincere il P.O. a cambiare contesto di uscita del cane, dove non abbia la possibilità di raccogliere oggetti pericolosi da terra.


A6 Il cane ringhia mentre sta giocando

1 – Molto spesso i proprietari si allarmano per dei ringhi che il cane fa mentre sta giocando. Un ringhio in fase di gioco mentre il corpo è rilassato, morbido, dinoccolato, non vuol dire assolutamente minaccia. Di solito il cane ci avverte prima, che sta giocando e che da quel momento in poi segnali apparentemente di minaccia come il ringhio, devono essere interpretati come gioco e non si tradurranno in comportamenti aggressivi. Questo avvertimento è rappresentato da un gesto che il cane compie con l’anteriore abbassato verso terra e il posteriore in alto e la coda scodinzolante. Si chiama “inchino di invito al gioco”. Resta comunque il fatto che il ringhio si accompagna sempre ad un gioco di tipo eccitatorio a sfondo competitivo e predatorio. Per esempio quando giochiamo alla” lotta”o al “tira e molla”. Proprio per questo, quando svolgiamo certi giochi, dobbiamo stare attenti affinchè il cane non si ecciti troppo e magari ci morda senza volerlo, urtando semplicemente i denti sulla nostra pelle. Per evitarlo, quando notiamo che i ringhi si fanno troppo intensi, rilassiamo il gioco, rendiamolo meno competitivo e più collaborativo, portando il cane lentamente verso la calma.

2 – Diverso è il ringhiare accompagnato da una postura del corpo assertiva: rigidità muscolare e della coda accompagnata da uno spostamento del baricentro in avanti. Tuttavia il cane potrebbe minacciare anche quando il corpo è protratto all’indietro, pronto per la fuga e la coda raccolta sotto il posteriore. In quest’ultimo caso il cane si trova in forte disagio e in uno stato emozionale di paura.

3 – Se così fosse significa che nella fase di gioco qualcosa si è inceppato e il cane ha avuto un cambio di stato emozionale. I giochi competitivi spesso, se non eseguiti correttamente, hanno degli schemi border-line che possono portare il cane ad incappare nell’errore e a male interpretare le nostre azioni. I giochi competitivi più frequenti e che più espongono all’equivico comunicativo con il cane sono:
a) la lotta: possibile dolore fisico, eccessiva pressione psicologica sul cane dovuta alla volontà di sottometterlo;
b) tira e molla: possibile dolore fisico, perdita degli autocontrolli sull’uso della bocca da parte del cane, possessività sull’oggetto su cui si sta realizzando il gioco.

Il contendere un oggetto spesso tracima nella possessività e ciò implica il manifestarsi di comportamenti avversativi nei confronti dell’uomo. Quando giochiamo con un cane dobbiamo sempre tenere bene in mente che siamo noi a dover condurre il gioco, essere noi la guida e saper plasmare le interazioni in maniera adeguata agli obiettivi pedagogici. Questo non significa in nessun modo imporsi sul cane fisicamente, non generare in lui stati di paura o sovreccitazione da controllare poi attraverso la forza o il tono della voce. Non elicitiamo comportamenti sbagliati per poi essere costretti a redarguire il cane. Utilizziamo piuttosto strategie di astuzia, guidiamo il gioco verso la collaborazione e la decelerazione dello stato emozionale. Portiamo il cane a condividere l’oggetto.

Cosa fare per impedire che accada di nuovo

1 – Sospendere temporaneamente i giochi di tipo competitivo, in particolare la lotta e il tira e molla.

2 – Contattare un educatore cinofilo che sappia spiegarvi:
a) la comunicazione del cane soprattutto nelle fasi di gioco
b) sapere se sono adeguati giochi competitivi tra voi e il vostro cane
c) se risultano adeguati, insegnarvi a svolgerli in maniera corretta. Ricordatevi che ogni cane è diverso dall’altro e non esiste una correttezza valida per tutti i soggetti. I contenuti della relazione con il cane non possono essere standardizzati ma devono necessariamente essere personalizzati e calibrati sia sul soggetto umano che su quello canino.
d) spiegarvi cosa significa per un cane condividere un oggetto con voi. Infatti per il cane condividere un oggetto avviene quasi sempre all’interno di uno schema predatorio. Al cane piace condividere un oggetto mentre corriamo insieme in parallelo, oppure quando siamo frontali e lo contendiamo. È un tipo di condivisione che all’interno di una relazione poco stabile potrebbe comportare dei problemi di competizione, che potrebbero portare a situazione di aggressione soprattutto quando abbiamo un cane che tra il suo pacchetto motivazionale ha la possessività e la competitività come elementi di spicco.


A7 Il cane vi ringhia perché volete sottrargli un oggetto che vi ha rubato

1 – È possibile che il cane vi ringhi quando lo inseguite per togliergli di bocca qualcosa che vi ha rubato in casa. Nel qual caso smettete di rincorrerlo e fermatevi, date il fianco al cane e cambiate stanza. Provocate qualche piccolo rumore che lo interessa, ad esempio gli scaffali della dispensa che si aprono o una busta della spesa. Non chiamatelo per qualche secondo e aspettate che sia lui ad arrivare.

2 – Se arriva, lodatelo con la voce senza chinarvi su di lui e cercate con molta calma di farvi restituire l’oggetto rubato.

3 – Buttate dei bocconcini appetitosi a terra cercando di disegnare una pista di pollicino che lo allontani da ciò che teneva in bocca. Terminate la pista olfattiva con un pugno di piccoli pezzi di cibo cosparsi a terra. Mentre il cane sta mangiando il jackpot di bocconcini che avete disposto alla fine della pista olfattiva, con molta calma prendete l’oggetto conteso e abbiate cura di metterlo a posto, fuori dalla portata del cane.

4 – Quando il cane vi ruba qualche oggetto lasciato incustodito a terra o lo sottrae appositamente da uno scaffale, sappiate che non vi vuole fare un dispetto fine a se stesso per comunicarvi il suo disappunto in merito a qualcosa, piuttosto, vuole farlo cercando di ingaggiarvi al gioco.

5 – Una volta che avete recuperato l’oggetto non vi arrabbiate con il vostro cane ma cercate di capire che provocandovi esprime il bisogno di interagire con voi e di fare qualcosa che lo gratifichi da un punto di vista relazionale. Piuttosto proponete con entusiasmo e partecipazione un gioco che sia di gradimento per entrambi e svolgetelo per qualche minuto. Quando volete terminare date un segnale di stop al cane, tipo “finito” e concedendo un bocconcino ritirate il gioco, mettendolo fuori dalla portata del cane.

6 – Se il cane è ancora attivo dopo l’interazione ludica che gli avete proposto, potete concedergli un gioco individuale tipo Kong, riempito di una polpa di cibo, oppure un osso di pelle di bue da masticare. Il gioco individuale può sostituirsi anche al gioco interattivo con voi a patto che sappiate presentarglielo correttamente, rendendolo interessante.

7 – Contattate un educatore cinofilo che sappia darvi delle giuste indicazioni nella gestione del cane in casa. Con pochi validi consigli è possibile mettere tutto a posto.

Cosa fare per impedire che accada di nuovo

1 – Quando si vive con un cane in casa dovremmo essere attenti a non lasciare a portata di mano oggetti che non vogliamo che lui tocchi o perché possono metterlo in pericolo o perché ci tenete particolarmente e non volete che si rompano. Le stesse accortezze che dovreste prendere se aveste in casa un bambino. Ciò non significa che dovete tenere la casa spoglia, anzi, il cane deve poter vedere, soprattutto nella sua fase di infanzia, tanti oggetti diversi per arricchire le sue rappresentazioni mentali della multiformità del mondo e allargare la sua esperienza di esso. Quello a cui invitiamo è semplicemente di fare attenzione a non dimenticare a terra, piatti sporchi, calzini, scarpe, mutande, collant da donna, occhiali da vista e da sole, cellulare, telecomando etc.

2 – Il cane, soprattutto se si trova nella fase evolutiva di età del cucciolo/cucciolone (dai 4 agli 8 mesi) ha necessità di esplorare, di conoscere il mondo e lo fa attraverso la bocca. Inoltre il cane negli oggetti sente il nostro odore ed è per questo che li mordicchia o li porta nella sua cuccia quando noi non ci siamo.

3 – Lasciamo il cane libero di interagire con gli oggetti della casa e se prende qualcosa di vostro, cercate di seguire i consigli indicati nel paragrafo precedente.

4 – Anche in questo caso è necessario chiamare delle figure professionali che sappiano aiutarci nell’affrontare questo problema, infatti un cane che ringhia quando ha preso qualcosa di nostro possesso e che non è un suo gioco, può essere il sintomo di un deficit relazionale molto forte e di una non integrazione del cane all’interno del suo contesto di vita. Se il cane si trova nella fase evolutiva del cucciolo e i parametri di intensità del comportamento di minaccia e aggressività sono molto bassi, è possibile rivolgerci ad un educatore cinofilo che sappia:
a) leggere la sistemica familiare e mettere in chiaro le difficoltà gestionali, le frustrazioni motivazionali del soggetto e una possibile mancanza di attenzioni nei suoi confronti
b) insegnarvi a giocare con lui e poter capire come lavorare sullo scambio degli oggetti, in modo da portarlo a non possederli e proteggerli
c) insegnarvi ad essere per il cane fonte di proposte interessanti e non element di frustrazione che chiude qualsiasi tipo di interazione proposta
d) lavorare sulla calma all’interno della casa.

Se invece i parametri di lettura della situazione ci indicano un indice di rischio alto unita ad un’età evolutiva del cane che va oltre la preadolescenza, sarà necessario rivolgerci ad un veterinario comportamentalista e ad un istruttore cinofilo che sappiano capire:

a) quale sia la pragmatica (obiettivo comunicativo) del cane quando prende un oggetto e si mette a difenderlo da chi vuole toglierlo di bocca: questo comportamento potrebbe essere o un ingaggio oppure una strategia di coping (uscita dallo stress) data dalle condizioni di vita che non soddisfano il cane.
b) darvi le indicazioni sul riconoscimento dello stato di stress e anticipare il furto con la consegna di un oggetto adatto alla masticazione che possa consentire al cane un’ esplorazione orale che lo rilassi e non lo porti ad innescare una dinamica competitiva.
c) lavorare sullo scambio delle risorse e sulla calma all’interno dell’ambiente domestico


A8 Il cane vi ringhia quando si nasconde sotto il letto

1 – È possibile che i cani che stanno in casa a volte si trovino a vivere male l’ambiente e decidono per qualche ora di rifugiarsi sotto il letto.
Lo stato emozionale di un cane che si rintana non è mai positivo al contrario va dalla paura al terrore, dal disagio alla forte frustrazione della motivazione sociale.
Come potete facilmente dedurre il soggetto si trova in una condizione di forte irritabilità che potrebbe portare il cane a ringhiarvi quando vi avvicinate per convincerlo a farlo uscire.

2 – Non cercate mai di prenderlo e tirarlo a voi dalle zampe, ne tanto meno utilizzate una scopa per convincerlo ad uscire.
Il vostro cane vi sta dicendo che vuole stare per i fatti suoi e non ha voglia di contatto.
Se lo obbligate, nonostante i ripetuti avvertimenti che vi avrà dato e che voi avrete ignorato, sarà altamente probabile il verificarsi di episodi aggressivi con possibile uso della bocca o ai danni delle vostre mani o braccia.

3 – Se il cane si è rifugiato sotto il letto per un evento accidentale avvenuto all’interno della casa, cercate di non focalizzare troppo l’attenzione sull’accaduto.
Fermatevi, accucciatevi e rivolgetevi al cane in tono amichevole ed invitatelo ad uscire.
Arrivate anche a stendervi a terra, se necessario, senza allungare le braccia verso di lui.
Aspettate per qualche minuto e rilassatevi.

4 – Alzatevi, cambiate stanza e preparate per lui una ciotola con un pizzico di cibo molto buono.
Enfatizzate i suoni dei preparativi su cui avete osservato che il cane di solito si attiva di più.
Se arriva fate finta di nulla ma rinforzatelo con la voce, tipo un bel “bravo” e continuate con quello che stavate facendo.

5 – Se il cane non desiste e continua a rimanere rintanato per ore, non mettetelo sotto pressione aspettate che sia lui a capire dai rumori e dagli odori che sente che la routine si sta svolgendo tranquillamente come al solito e non c’è nulla di cui preoccuparsi.

6 – Se ancora non si è deciso ad uscire, lasciate per un po’ il pasto a disposizione del cane in una stanza diversa da quella in cui si è rintanato. Durante la notte quando sentirà che tutto è fermo si convincerà ad uscire.

7 – Contattate comunque un istruttore cinofilo perché la somma di eventi traumatici di questo tipo per il cane possono far sviluppare delle fastidiose fobie.

8 – Se il cane si rintana spesso sotto il letto, eleggendolo anche a luogo di riposo e vi ringhia quando vi avvicinate o cercate di mettervi sopra al vostro letto, è consigliabile non far dormire il cane in camera da letto e lavorare affinché lui trovi confortevole dormire sulla sua cuccia, magari anche fuori dalla stanza.

Cosa fare per impedire che accada di nuovo

1 – Se si tratta di un evento fortuito e di una paura episodica per un oggetto o un rumore non preoccupatevi troppo ma cercate di capire se è possibile eliminare l’oggetto o fare un lavoro di socializzazione e di marcatura emozionale positiva insieme ad un educatore cinofilo.

2 – Se quella di andare sotto il letto è una scelta quotidiana del cane ed i ringhi sono di intensità medio-alta, sarebbe opportuno occludere il passaggio sotto il letto o addirittura chiudere la stanza con un cancellino impedendo l’ accesso al cane.

3 – Provvedete quanto prima alla sistemazione di una cuccia comoda in un’altra stanza, diversa da quella da letto. Ogni volta che passate vicino alla sua nuova cuccia potete lanciare un bocconcino da lui gradito. In ogni caso contattate velocemente un istruttore cinofilo che sappia:
a) capire lo stato emozionale del cane all’interno dell’ambiente domestico e comprendere il perché abbia deciso di rifugiarsi sotto il letto e minacciare chi si avvicina
b) darvi delle indicazioni su cosa fare per impedire che accada ancora
c) lavorare sulla calma legata ad una cuccia ben posizionata
d) aumentare i suoi livelli di autostima, autoefficacia e di fiducia nei confronti del mondo e delle persone. Molto spesso seppure i cani subiscono delle paure improvvise è molto importante che si lascino guidare fuori dal problema e dallo stato emozionale che l’evento ha determinato. Alcuni cani invece tendono a chiudersi in se stessi a seguito di aventi traumatici e situazioni stressanti. Non hanno fiducia in se stessi ne tantomeno dell’essere umano.


A9 Il cane è sotto il tavolo e vi ringhia mentre vi avvicinate

1 – Fate riferimento ai consigli espressi nel paragrafo riguardante la situazione tipo A8.

2 – Fermatevi nel punto il cui il cane ha emesso il ringhio.

3 – Date spazio al cane facendo qualche passo indietro senza dargli le spalle.

4 – Se siete ad una certa distanza accucciatevi sulle gambe mostrando il fianco al cane e chiamatelo con toni amichevoli.

5 – Se si muove verso di voi ditegli “bravo” e invitatelo a mettersi nella sua cuccia.

6 – Se vi asseconderà “lodatelo” e dopo che si sarà disteso nella sua nuova postazione prendete un bocconcino e depositatelo tra le sue zampe.

7 – Se l’intensità del ringhio del cane è medio-alta sarà necessario evitare di accucciarsi, ma sarà estremamente opportuno abbandonare la stanza dove si trova il cane e aspettare qualche minuto prima di chiamarlo con tono amichevole.

Cosa fare per impedire che accada di nuovo

1 – Innanzi tutto è necessario capire perché il cane si mette spesso sotto al tavolo. I motivi tecnici e ambientali, infatti, potrebbero essere molteplici:
a) la sua cuccia non si trova in un punto giusto e sicuro
b) non ha una cuccia, o non ne possiede una nella zona giorno dove di solito si trovano le persone
c) la casa è molto caotica per motivi strutturali o contingenti e il cane cerca rifugio sotto al tavolo dove nessuno lo possa disturbare.

2 – I motivi inoltre potrebbero anche essere di tipo caratteriale del cane:
a) si tratta di un soggetto ombroso e diffidente che tende a chiudersi in se stesso in alcuni situazioni di confusione all’interno della casa
b)il cane è un soggetto possessivo e da sotto il tavolo crea la sua roccaforte per tenere distanti altri animali presenti in casa o persone appartenenti al gruppo familiare
c) il cane ha proprio paura dell’ambiente domestico e dei suoi rumori e tende a rifugiarsi e nascondersi soto il tavolo per trovare un po di privacy e serenità

3 – A seconda dei livelli di intensità su cui si esprime la minaccia del cane, decidete se contattare un educatore o un istruttore cinofilo. Potrebbe trattarsi di un semplice problema gestionale, oppure di una problematica più profonda del cane che fatica ad integrarsi nel contesto familiare e domestico in cui vive. Generalmente i cani che decidono di mettersi sotto al tavolo quando si trovano in casa, lo fanno anche quando si trovano in esterno.

4 – Tale comportamento è legato molto spesso allo stato emozionale del soggetto, al suo carattere schivo e chiuso nelle relazioni non affiliative, ovvero quelle che lo vedono a contatto con gli estranei.

5 – Nel caso in cui il rifugiarsi sotto il tavolo e trovare li riposo si tratti di un problema emozionale o di una tendenza possessiva sarebbe più opportuno contattare un istruttore cinofilo che sappia:
a)giudicare lo stato emozionale del soggetto in alcune situazioni particolari e abituali
b)dare delle soluzioni tampone che impediscano al cane di rifugiarsi sistematicamente sotto al tavolo
c)lavorare sulla sistemica familiare al fine di rimuovere le cause di disagio all’interno dell’ambiente domestico.
d)lavorare sull’autostima e l’autoefficacia del cane.


A10 Il cane ringhia mentre viene spazzolato

1 – La gestione del cane in casa ci richiede di far fronte frequentemente ad operazioni di pulizia ed igiene, tipo la spazzolatura e l’asciugatura. Nella maggior parte dei casi questo tipo di attività rappresentano per il cane manipolazioni poco gradite. La causa risiede in una cattiva rappresentazione mentale dell’oggetto di cura (tipo la spazzola) o peggio ancora, del contatto della mano umana.

2 – Potreste trovarvi di fronte ad un soggetto irritabile che vi ringhia alla semplice vista della spazzola. In questo caso fermatevi, accucciatevi, mettetela via dietro la vostra schiena e dopo avergli fatto vedere le mani libere, ritiratele vicino al corpo.

3 – Aspettate che sia lui a fare la prima mossa e si avvicini per farsi toccare. Non preoccupatevi se questa operazione vi richiederà qualche minuto per essere realizzata. Prendetevi tutto il tempo necessario e quando si lascerà toccare massaggiatelo con le dita e accarezzatelo cercando di imitare la spazzola.

4 – Sospendete il contatto e riprendete, se lo ritenete necessario, solo dopo qualche minuto.

5 – Prima di provare di nuovo a spazzolare il cane potrebbe rendersi necessaria una marcatura emozionale positiva della spazzola. Una marcatura emozionale positiva di solito consiste nel far vedere l’oggetto che si vuole marcare unitamente al cibo, anche se si possono trovare tantissime varianti diverse, dove non necessariamente compaiano cose da mangiare. Sicuramente non basterà una volta per far cambiare idea la cane e fargli piacere, ad esempio la spazzola.

Cosa fare per impedire che accada di nuovo

1 – Se seguirete i consigli riportati al punto 4 del paragrafo precedente e non avrete più problemi nello spazzolare il cane.

2 – Contattate comunque un educatore cinofilo che sappia:
a) riconoscere lo stato di irritabilità e reattività generale del soggetto.
b) lavorare sulla somestesi del cane
c) lavorare sulla marcatura emozionale positiva dell’oggetto spazzola

3 – Se il livello di intensità del ringhio è medio/alto e accompagnato da un’azione avversativa del cane nei vostri confronti, sospendete le operazioni di spazzolatura e di igiene fino alla visita di un veterinario comportamentalista e dopo aver stilato un progetto con un istruttore cinofilo.

4 – Il progetto dovrà essere basato su:
a) gli elementi indicati al punto 1 del corrente paragrafo
b) eliminare tutti gli elementi che innalzano l’indice di rischio dell’accaduto
c) offrire delle soluzioni tampone, quali la corretta vestizione della museruola
d) saper spiegare ai proprietari del cane quando e se il cane ha bisogno di essere spazzolato.

Dare il giusto valore all’igiene è cosa molto importante per far si che il cane non finisca vittima delle esigenze umane che compromettono fortemente il benessere de nostro miglior amico e aumentano il suo carico di stress e frustrazione. A meno che non si tratti di alcune razze particolari che hanno bisogno di essere spazzolate diverse volte l’anno per la formazioni di nodi del sottopelo che possono causare dolore al cane, non è necessario spazzolare tantissimo il nostro amico a quattro zampe. I suoi standard igenici sono molto più bassi dei nostri e un’eccessiva pretesa di igiene nei suoi confronti potrebbe far degenerare la conflittualità all’interno della relazione.


A11 Il cane vi ringhia durante le normali operazioni di igiene

1 – Per gestire bene un cane è necessario provvedere a tutte le operazioni di igiene, come asciugarlo una volta bagnato, pulire le orecchie, fare la profilassi antiparassitaria ecc…

2 – Se il cane vi ringhia mentre state per svolgere una di queste operazioni, fermatevi nel punto dove siete e dopo aver aspettato qualche secondo allontanatevi e mettete via tutti gli oggetti di cura.

3 – Possiamo elencare le diverse operazioni di cura del cane secondo un ordine crescente di difficoltà:
a) asciugare
b) spazzolare
c) mettere l’antiparassitario
d) pulire le orecchie

4 – Se il cane vi ringhia mentre state eseguendo una di queste operazioni vi consigliamo di portarla a termine solamente se vi trovate al punto a) e la soglia di rischio rimane bassa mettendo in relazione gli indicatori. Ad esempio il cane è cucciolo, il livello di intensità del ringhio non è molto profondo, il corpo rimane abbastanza morbido. In ogni caso riprendete ad asciugare il cane solo dopo aver fatto passare qualche minuto senza avergli dato rimproveri o divieti di girare per la casa bagnato. Se ci pensate è più importante cercare di costruire con il proprio cane una relazione basata sulla fiducia piuttosto che avere la casa con il pavimento asciutto.

5 – Chiamate il cane con tono amichevole e fategli trovare steso a terra un asciugamano abbastanza grande con sopra dei bocconi appetitosi disposti in modo che il cane ci possa passare con le zampe sopra. Se vi segue lodatelo con la voce.

6 – Chiedetegli di sedersi sopra l’asciugamano in modo da drenare comunque un po’ di acqua e continuatelo a rinforzare sia con la voce sia con il cibo.

7 – Per ora il compito sarà semplicemente quello di trasformare in gioco l’attività dell’asciugatura. A tal fine sarebbe importante arricchire la mente del cane di schemi corporei più complessi del semplice seduto. Se riuscite, chiedete al cane di mettersi a terra oppure di rotolare. Per le prime volte limitatevi a quello che conoscete e lasciate pure il cane umido, non gli accadrà nulla.

Cosa fare per impedire che accada di nuovo

1 – La prima cosa da fare è una valutazione della nostra relazione con il cane. Chiedetevi come mai il cane vi ringhia per un’ operazione di routine. Il problema potrebbe essere il vostro, forse stato assumendo delle posture che preoccupano il cane. Se ci pensate noi per il nostro cane siamo delle vere e proprie montagne che in occasione di alcune situazioni, come ad esempio l’asciugatura, incombono su di esso, quasi soffocandolo. Il problema non si pone se abbiamo una relazione di fiducia, se lui intende il farsi asciugare come un momento affettivo e divertente. Se questo non accade non necessariamente noi sbagliamo ma in ogni caso dobbiamo tenere di conto del punto vista del cane. Forse non abbastanza fiducia in noi perché in realtà non si fida molto in generale dell’essere umano.

2 – Non preoccupatevi perché con l’aiuto di un buon educatore cinofilo, la vostra routine e quella del cane possono trovare un buon equilibrio.

3 – Il cappottino anti pioggia non è una valida soluzione. Se il vostro cane vi ringhia quando gli avvicinate un asciugamano è altamente probabile che lo faccia anche quando cercherete di indossargli l’impermeabile. Il cane inoltre, se è in salute ha tutto il diritto di bagnarsi e noi di asciugarlo.

4 – È molto importante con il cane non scadere nell’igenismo. Questa é una pratica tipica dell’uomo e una delle più pericolose proiezioni antropomorfe che si realizzano sugli animali da compagnia, soprattutto cani di piccola taglia.

5 – Contattate comunque un educatore cinofilo che sappia lavorare su:
a) dare il giusto valore all’igiene, rispettando il cane nelle sue coordinate etologiche, motivazionali e di rispetto del soggetto
b) marcatura emozionale positiva dell’oggetto asciugamano
c) fare una valutazione della consapevolezza che il cane ha del proprio corpo
d) insegnarvi l’approccio, la carezza e il massaggio al cane nella maniera corretta.

6 – Se il soggetto in questione è adulto, di taglia medio grande e il suo livello di minaccia e comportamento antagonistico è di livello medio alto tale da essere un pericolo per le persone che si occupano di queste attività sul cane, rivolvolgetevi al più presto ad un veterinario comportamentalista e ad un istruttore cinofilo che sappiano:
a) dare una giusta lettura della situazione soprattutto valutando attentamente l’indice di rischio del cane sul nucleo familiare. Un cane che arriva a minacciare seriamente, fino a mordere perchè non vuole farsi asciugare è probabile che abbia anche delle altre problematiche al contatto, quindi il rischio può andare oltre questo che può essere un semplice sintomo;
b) trovare delle soluzioni tampone soprattutto da un punto di vista tecnico, cercando di dare i giusti consigli di gestione, creando delle defocalizzazioni come ad esempio una stanza o una parte di essa dove avremmo messo degli asciugamani a terra e dove il cane possa distendersi per qualche ora asciugandosi da solo;
c) lavorare sulla fiducia, sul contatto e sulla manipolazioni sapendo costruire un percorso che sfrutti una disposizione del soggetto a collaborare. Ad esempio, possono esserci dei cani che non si fanno toccare all’interno della casa ma in esterno in presenza di un ambiente tranquillo e rilassato, si lasciano manipolare tranquillamente. Saper far leva su questi momenti, sui punti di forza del soggetto, senza cercare forzature e imposizioni del contatto.


A12 Il cane ringhia quando viene accarezzato da un membro della famiglia

1 – Capita spesso che un cane all’interno di una sistemica familiare apra un conflitto o una semplice competizione con uno o più dei suoi membri. I motivi possono essere molteplici così come le forme attraverso le quali si manifesta:
a) in presenza di risorse
b) durante contatti e manipolazioni
Al centro di questo conflitto spesso ci sono:
a) bambini e adolescenti
b) persone anziane
c) persone che hanno poca empatia nei confronti del cane, che hanno un modo avversativo di comunicare con lui.

2 – Molte di queste situazioni dove il cane ringhia ad un membro della famiglia sono state affrontate nei paragrafi precedenti a cui potete attingere in maniera specifica. Tuttavia se il cane ringhia al semplice contatto o comunque a manipolazioni che tutti gli altri membri possono permettersi, dobbiamo allertarci e prendere dei provvedimenti.

3 – In merito alla situazione in cui un membro adulto della famiglia, manipoli il cane con l’obiettivo di accarezzarlo e subisca una minaccia da parte del cane, consigliamo di mantenere la calma, non guardare il cane negli occhi e staccare l’interazione mantenendo i movimenti del corpo fluidi, ne rigidi ne scattosi.

4 – Ignorate il cane,ovvero non cercatelo voi per fargli le coccole ne concedetevi quando è lui che vi chiede attenzioni. Limitate la relazione con lui alle semplici uscite, se necessario anche per giorni, fino alla consulenza con dei professionisti che sapranno darvi una serie di prescrizioni.

Cosa fare per impedire che accada di nuovo

1 – Mettervi seriamente nell’ottica di contattare un veterinario comportamentalista ed un istruttore cinofilo di supporto che sappiano insegnarvi a:
a) leggere correttamente la sistemica familiare capendo il posizionamento sociale del cane, il suo ruolo, il suo rango e le sue affiliazioni con i diversi membri del gruppo familiare. La struttura sociale del cane è chiara ma quantomai complessa all’interno di un gruppo. Il soggetto mette in atto diverse strategie e diversificate con i diversi membri al fine di mantenere la sua posizione;
b) riconoscere lo stato emozionale del cane che lo porta a compiere il comportamento di aggressione. Capire la causa che sta alla base dei comportamenti del cane vi aiuterà a capire quale è la strategia migliore da mettere in campo per migliorare la situazione. Capire se il cane teme la persona che minaccia ed aggredisce, oppure se è in competizione con questa da un punto di vista di ruolo;
c) gestire correttamente gli spazi del cane e quelli del bambino, senza escludere, laddove sarà possibile momenti di affettività e condivisione tra l’animale umano e quello canino;
d) laddove sia possibile, creare dinamiche inclusive e integrative del cane;
e) insegnarvi a riconoscere gli indizi di posizionamento sociale del cane e dunque guidarvi nel suo riposizionamento all’interno della vostra sistemica familiare;
f) prendere dei provvedimenti tecnici che riescano a limitare il più possibile le situazioni in cui uno dei membri della famiglia corre un rischio.

2 – Ignorando il cane eliminerete qualsiasi elemento di possibile conflitto a meno che la situazione non sia davvero precipitata e il cane vi cerchi appositamente per aprire dei conflitti con voi, cosa davvero molto molto rara.

3 – Se la situazione che dobbiamo affrontare è quella di un cane che ringhia al vostro bambino quando si avvicina gattonando o camminando per la casa, è possibile dotare la vostra casa di cancellini, meglio se in ferro che separino temporaneamente i luoghi dove il bambino si muove liberamente e i luoghi dove il cane sta riposando. In ogni caso tutto ciò va affrontato con l’aiuto di un valido professionista che in questo caso sappia valutare l’indice di rischio della situazione che si è venuta a creare.

4 – Non cercate mai di risolvere la situazione cercando di fare la parte dei soggetti dominanti. Non cercate di sfidare il cane, non lo picchiate e non vessatelo in nessun modo, rischierete di mettere ancora più in pericolo voi stessi o il soggetto che ha subito la minaccia da parte del cane.


A13 Il cane ringhia ad un estraneo quando entra in casa o in giardino

1 – Una situazione molto frequente quando si vive con un cane è quella in cui ringhia ed abbaia quando entra in casa o in giardino un estraneo. Anche in questo caso è assolutamente impossibile offrire una soluzione tecnica universale per affrontare questa situazione. Diventa di nuovo centrale in questa, come in tutte le altre occasioni, comprendere lo stato emozionale del soggetto al momento in cui compie la minaccia.

2 – Prestiamo attenzione non solo al suono del ringhio ma a tutto il corpo del cane, fino alla coda. Come negli altri casi non possiamo descrivere perfettamente ogni situazione. Cercheremo di darvi una lettura per grandi linee del comportamento del cane ed i suoi aspetti più evidenti.

3 – Per capire cosa fare, al fine di impedire che i segnali di minaccia degenerino in un attacco vero e proprio, è necessario leggere lo stato emozionale del cane:
a) se ha paura
b) se è assertivo.

4 – Per verificare se ci troviamo nel punto a o b è necessario leggere le posture del cane:

5 – Se il baricentro del soggetto è protratto all’indietro pronto per la fuga ed è associato al ringhio di intensità medio/bassa, breve e seguito da abbaio prolungato tipo segugio, con il muso rivolto verso l’alto un pò come quando ululano, la coda raccolta sotto il posteriore, ne dedurremo che il cane ha paura dell’estraneo.

6 – Se la situazione descritta è quella precedente il cane farà dei passi indietro rispetto alla persona estranea che si avvicina e transita per entrare in casa. In questo caso il cane potrebbe far sfilare davanti a se la persona e poi provare a pizzicarla da dietro.

7 – Per evitare ciò, è necessario che l’estraneo ignori il cane e non lo guardi in nessun modo, non cerchi di farsi annusare facendo uscire le braccia dal corpo, in quanto potrebbe essere inteso dal cane come un gesto di minaccia. La persona inoltre si dovrebbe fermare e il proprietario frapporsi tra il cane e l’estraneo senza dare alcun rimprovero verbale, assumendo una prossemica laterale.

8 – Buttiamo a terra dei bocconcini graditi al cane, dapprima vicino a dove si trova in quel momento, altri più vicini a voi.

9 – Parlate al cane con tono di voce calmo e rassicurante cercando di rassicurarlo sulla presenza dell’estraneo e aspettate che la sua paura scenda e che gli abbai e i movimenti ansiosi diminuiscano.

10 – A questo punto dite pure alla persona di proseguire entrando in casa precedendovi.

11 – Se il cane quando la persona si rimette in movimento riprende ad abbaiare, ignoriamolo tutti di nuovo e aspettiamo che trovi da se la calma. Se tuttavia il cane non desiste dall’abbaiare e aumenta il suo livello di paura e ansia, tornate a riproporre il punto 8.Nel giro di due, tre passaggi, il cane si calmerà.

12 – Contattate al più presto un educatore cinofilo che sappia:
a) riconoscere la stato emozionale del cane al momento del suo ingresso in casa
b) valutare l’indice di rischio della situazione e sapervi consigliare, se necessario i contatti di un veterinario comportamentalista e di un istruttore cinofilo.
c) se l’indice di rischio è basso e il cane si trova entro i primi 4 mesi è possibile contattare un educatore cinofilo che inizi un lavoro strutturato sulla pro-socialità del cane nei confronti degli estranei, sulla comunicazione adeguata e corretta tra voi e lui e costruire un rituale di ingresso dell’estraneo in casa in cui il cane riesca non solo a comportarsi correttamente ma anche a viversi la situazione in maniera positiva.

13 – Se i livelli di intensità dei comportamenti del cane sono medio/alti e i tempi molto prolungati contattate al più presto un veterinario comportamentalista ed un istruttore cinofilo che sappiano agire in maniera sistemica sul soggetto e sulle dinamiche familiari, ma soprattutto che sappiano abbassare i livelli di reattività del soggetto nella situazione problema.

14 – Se il baricentro del cane è spostato in avanti, il corpo rigido e la coda in alto dapprima rigida e poi scodinzolante, accompagnato da un ringhio prolungato e sguardo fisso verso l’estraneo che sta entrando in giardino o in casa, il vostro cane si trova in una posizione assertiva, ovvero non ha paura ma è determinato a non vuole far entrare la persona nel suo territorio.

15 – In questo caso i passi da fare saranno diversi dalla situazione precedente:
a) chiedete al vostro ospite di fermarsi senza considerare il cane nemmeno con lo sguardo;
b) non urlate e non rimproverate il cane e frapponetevi tra lui e l’estraneo mantenendo una posizione frontale rispetto al cane e mantenete questa posizione fin quando non si calma;
c) una volta ottenuto il vostro obiettivo raggiungete l’estraneo e accompagnatelo ad entrare;
d) se il cane è calmo, consentitegli di avvicinarsi all’estraneo per annusarlo;
e) in questa fase è di assoluta importanza che il vostro ospite ignori il cane e si lasci annusare senza entrarci in comunicazione diretta. Il cane, infatti, sta vivendo con tensione il momento ed ha bisogno di capire che è tutto apposto e non c’è alcun pericolo;
f) una volta seduto o in generale dopo qualche minuto dall’avvenuto ingresso in giardino o in casa dell’ospite e solo se il linguaggio del corpo del vostro cane vi sta dando dei chiari segnali di distensione, consentite alla persona di accarezzare il cane se si avvicina e ne fa esplicita richiesta.

Cosa fare per impedire che accada di nuovo

1 – Gli elementi indicati nel paragrafo precedente non sono certamente esaustivi di tutte le casistiche in cui possiamo trovarci. Tuttavia l’asse paura-assertività, rappresenta un buono schema di interpretazione delle situazioni reali. Banalmente un cane ringhia ed abbaia quando entra un estraneo a casa non solo perché vuole farla da padrone!

2 – Nell’immediato vi consigliamo di seguire i consigli tecnici descritti al paragrafo precedente anche se la difficoltà della loro messa in opera potrebbero anche indurvi a ricorrere all’allontanamento del cane in una stanza della casa dove non possa gestire il momento dell’ingresso dell’estraneo o di un semplice vostro amico e conoscente.

3 – Sia che il cane abbia paura o sia che rivendichi il suo territorio e quindi minacci l’invasore, potrebbe essere utile decidere di mettere il cane in una stanza chiusa dove non incontri l’estraneo al momento dell’ingresso in casa.

4 – Se il cane si trova in uno stato di paura decidete di aprire la porta solo se si tratta di uno, massimo due ospiti, che non facciano troppa confusione e che stiano prevalentemente fermi, per esempio seduti in salotto o in cucina a bere un caffè.In questo caso aprite la porta e chiedete al cane di seguirvi allontanandovi dalla porta e tornando nella stanza dove avete fatto accomodare l’ospite. Se il cane non vi seguirà subito non state ad insistere, sarà lui a decidere quando e se venire a vedere chi c’è.

5 – Se il cane invece si trova in uno stato assertivo che si si è espresso ad un livello di intensità basso decidete di riaprire la porta dietro la quale avrete chiuso il cane e invitatelo a seguirvi a tornare nella stanza, dove si trova l’ospite, con calma e senza precedervi troppo.

6 – In entrambi i casi chiedete al vostro spite di ignorare il cane e di farsi annusare senza dare lui considerazione., Facciamo toccare il cane o dare semplice attenzione solo se io segnali del cane sono distensivi.

7 – In entrambi i casi evitiamo di reintrodurre il cane se la presenza degli ospiti prevede una situazione di confusione,come ad esempio degli operai che sono venuti a fare dei lavori in casa.

8 – Se i livelli di assertività e minaccia sono medio/alti, è altamente consigliabile non reintrodurre il cane in nessun caso

9 – Tali provvedimenti non devono essere considerati definitivi, ma solo temporanei. Le figure professionali che vi invitiamo a contattare, vi metteranno nelle condizioni di poter accogliere un ospite in casa senza alcun problema ne per la persona, ne per il cane.

10 – Contattate un veterinario comportamentalista e un istruttore cinofilo sappiano:
a) dare una giusta valutazione dell’indice di rischio del cane e della situazione familiare, al fine di preservare l’incolumità di terzi;
b) abbassare i livelli di reattività del soggetto nella situazione specifiche ed in altre analoghe, come ad esempio quelle descritte nei paragrafi B1 e B2;
c) capire non solo lo stato emozionale del soggetto, in particolare i suoi livelli di sicurezza, ma soprattutto la motivazione che è alla base del comportamento del cane, ad esempio se quella territoriale o quella possessiva;
d) offrire delle soluzioni tampone che impediscano una sovraesposizione al rischio, che il cane possa mordere qualcuno.


B1 Il cane ringhia incrociando persone sul marciapiede

1 – Vivere il cane oggi in città non è tra le cose più semplici in quanto ci troviamo a condividere gli spazi con tante persone e tantissimi oggetti e situazioni. Questo spesso è fonte di forte stress per un cane. Proprio a fronte di questo banale ragionamento di base è possibile che il cane sviluppi intolleranza nei confronti degli estranei o in particolare per alcuni tipi di persone

2 – Se si verifica questo è possibile che il cane manifesti insofferenza quando si trova molto vicino ad un estraneo, per esempio incrociandolo su un marciapiede mentre lo state portando a passeggio al guinzaglio.

3 – Se vi trovate in questa situazione e il vostro cane inizia a ringhiare puntando il passante che state per incrociare non tendete assolutamente il guinzaglio. Ricordatevi sempre che il guinzaglio è una sorta di cordone ombelicale su cui passano tutte le vostre emozioni, soprattutto quelle negative. Tirare il guinzaglio in questo caso avrebbe l’obiettivo di aumentare la tensione del momento e confermare al vostro cane che esiste un reale pericolo al suo orizzonte.

4 – Rimanere calmi è la prima cosa da fare. Non rallentate il passo chiamate con tono amichevole il vostro cane e invitatelo a disporsi al vostro fianco, ponendo la vostra persona in mezzo tra il cane e l’estraneo.

5 – Se avete a disposizione del cibo, premiatelo una prima volta quando si posiziona correttamente, una seconda volta quando incrociate la persona e una terza dopo che questa è sfilata. In questo modo premierete l’attenzione che il cane vi sta dando in un momento per lui di preoccupazione e “marcherete” positivamente il passaggio dell’estraneo.

Cosa fare per impedire che accada di nuovo

1 – Seguire perfettamente quanto indicato nel paragrafo precedente, cercando di fare attenzione alla lettura corretta della situazione. Se da una parte è necessario non entrare in ansia, mantenere la calma e non assumere atteggiamenti isterici o di eccessiva preoccupazione, dall’altra è indispensabile dare una giusta valutazione del rischio. Compito di ogni buon proprietario è innanzitutto quello di condividere la vita con un cane senza arrecare alcun disturbo al prossimo tanto meno paura o danni fisici.

2 – Cercare di cambiare routine fino alla consulenza con le figure professionali richieste. Non condurre il cane in luoghi affollati e piuttosto scegliamo spazi ampi dove è possibile avere una buona visuale su chi si incontra e avere così il tempo a disposizione di compiere le manovre richieste ed indicate in precedenza.

3 – È possibile che nello svolgere le operazioni richieste incontriate delle difficoltà ed è per questo che vi consigliamo di rivolgervi ad un educatore cinofilo che sappia:
a) riconoscere lo stato emozionale del cane in passeggiata
b) misurare l’intesa comunicativa ed empatica tra voi e il vostro cane
c) suggerirvi ed insegnarvi una strategia corretta per affrontare la situazione problema.

4 – Se il ringhio ha un’intensità medio/alta, accompagnata da un’azione avversativa altrettanto forte, fermatevi, tornate indietro e cambiate marciapiede e contattate al più presto un veterinario comportamentalista coaudiuvato da un buon istruttore cinofilo che sappia:
a) darvi delle soluzione tampone per consentire una corretta uscita del cane primariamente rispettosa del suo benessere psicofisico e parimenti garantire la prevenzione di situazioni spiacevoli come il morso a danno di terzi. Ciò prevede inderogabilmente anche la vostra responsabilità come proprietari del cane di mettere a disposizione tempo ed energie per ridisegnare una nuova routine che sappia addizionare benessere al soggetto e alla relazione;
b)sapervi dare una lettura completa del cane, calcolando l’indice di rischio che presenta una situazione come la vostra;
c)saper modificare le rappresentazioni mentali e gli stati emozionali del cane nella fase dell’uscita soprattutto in situazioni sociali.


B2 Il cane ringhia mentre qualcuno cercava di accarezzarlo

1 – Camminando per la strada o entrando in un locale pubblico come un bar o un ristorante è passibile che qualcuno ci chieda di poter accarezzare il nostro cane, tralasciando il fatto che le persone spesso accarezzano senza nemmeno chiedere il permesso!

2 – È possibile che tale richiesta avvenga in un momento in cui il cane non gradisce il contatto dagli estranei e per questo possa ringhiare.

3 – Non sgridate il cane e non tirate il guinzaglio, potreste aumentare lo stato di agitazione del cane portandolo ad aumentare i suoi livelli di minaccia fino a spingerlo all’azione avversativa.

4 – Fate un passo indietro rispetto all’estraneo senza tirare il cane verso di voi. Abbassatevi sulle ginocchia mostrando il fianco al cane e invitatelo ad avvicinarsi. Lodatelo se vi ascolta.

5 – Questa operazione potrebbe non essere immediata, ma siate consapevoli che il cane ringhiando ad un estraneo che lo stava per accarezzare o che era già entrato in contatto con lui, sta vivendo uno stato di attivazione negativo e ha bisogno di qualche secondo per ristabilire la sua omeostasi emozionale.

6 – Solo quando il cane si sarà ristabilito emozionalmente potrà darvi di nuovo ascolto. Quando si avvicinerà a voi, lodatelo con la voce e congedatevi dall’estraneo proseguendo la vostra passeggiata.

7 – Se il ringhio del cane al contatto con gli estranei si esprime su un livello di intensità medio/alto, interponetevi tra il cane e l’estraneo, tagliando la traiettoria tra i due. Assicuratevi che mentre passate, lasciando l’estraneo sul vostro fianco, il cane non vi lasci passare per poi passare all’azione passando dietro la vostra schiena, bensì vi segua, allontanandosi.

Cosa fare per impedire che accada di nuovo

1 – Se il ringhio del cane al contatto con gli estranei è episodico e si esprime con un livello di intensità basso, contattate un educatore cinofilo che sappia valutare:
a) lo stato emozionale del cane al contatto con gli estranei
b) il livello di pericolosità nelle minacce del cane.
c) indicarvi il contatto di un veterinario comportamentalista e un istruttore cinofilo che sappiano darvi un aiuto professionale all’altezza della situazione
d) lavorare sulla socievolezza e la docilità del cane nelle situazioni sociali.

2 – Se la situazione che vi rappresenta è quella descritta al punto 7, contattate immediatamente un veterinario comportamentalista coadiuvato da un istruttore cinofilo che sappiano:
a) ridisegnare una routine del cane che coniughi il suo benessere psicofisico e l’incolumità delle persone. E’ vero che non è un diritto della persona estranea accarezzare il cane ma è un nostro dovere evitare che il cane arrechi danno a terzi;
b) programmare un percorso di partnership con il vostro cane che vi metta nelle condizioni di riaffrontare situazioni sociali di base;
c) lavorare sulla somestesi del cane, ovvero sulla consapevolezza del suo corpo in modo da rilassarlo al contatto con la mano dell’uomo;
d) cambiare rappresentazione mentale al cane sul concetto di contatto fisico a partire da qualcuno che faccia parte del suo gruppo affiliativo;
e) aumentare i livelli di fiducia del cane nei confronti delle persone estranee.

3 – Progettare delle uscite con il cane in luoghi non affollati e negare agli estranei il permesso di toccare il cane. Aiutatevi con delle scuse per togliervi dall’imbarazzo o semplicemente dite che il cane potrebbe mordere.

4 – Il cane ringhia fino ad arrivare a mordere proprio perché troppo spesso sono stati violati i suoi spazi di intimità. Non siamo stati abbastanza bravi a leggere tutti i segnali che nel tempo il cane ha emesso per dirci che non gradiva il contatto.

5 – Non isolate il cane socialmente, consentitegli in tutta sicurezza di frequentare situazioni sociali, senza mai esagerare. Gestite il cane mettendovi nel suo punto di vista sul mondo. Cercate di capire come pensa e quali rappresentazioni il cane ha dell’ambiente sociale e delle persone.

6 – Non giudicatelo un cane cattivo!


B3 Il cane ringhia o morde un passante in bicicletta

1 – Portando il cane per strada o al parco è possibile che incrociamo un passante in bicicletta e che ciò comporti un problema per l’animale.

2 – Le cause della sua attivazione al passaggio di una bicicletta possono essere diverse tra di loro:
a) il cane è spaventato dall’oggetto in movimento, avverte un pericolo per la sua incolumità fisica;
b) il cane è attivato nella sua motivazione predatoria, vorrebbe rincorrere e afferrare la bicicletta in particolare le sue ruote come fosse una grossa preda in fuga;
c) il cane avverte come un pericolo la persona che si muove velocemente in una postura insolita;
d) spesso il punto b) e c) sono insieme alla base del comportamento avversativo del cane nei confronti della passaggio della bicicletta.

3 – Il nostro modo di comportarci deve essere diverso a seconda del comportamento del cane

4 – Se il cane al passaggio della bicicletta ringhia e abbassando la testa e portando la coda raccolta sotto il posteriore fa una curva indietreggiando, assecondatelo fino al punto in cui si ferma, fate passare qualche secondo e poi invitatelo a seguirvi non appena la bicicletta si è allontanata

5 – Se il cane inizia a ringhiare e spesso ad abbaiare quando si sta avvicinando una bicicletta, cercate di prendere la sua attenzione prima che si avvicini troppo e se siete nelle condizioni allontanatevi facendo un ampia curva dalla traiettoria del ciclista. In questa operazione è possibile aiutarvi con dei bocconcini appetitosi per il cane.

Cosa fare per impedire che accada di nuovo

1 – Cambiare tragitti di uscita del cane evitando di incontrare ciclisti almeno fino alla visita di professionisti richiesti.
2 – Consultate al più presto un educatore cinofilo che sappia darvi un valido supporto per risolvere il problema. Per far questo è necessario:
a) riconoscere le vere cause che stanno alla base del comportamento del cane
b) lavorare in maniera sistemica sull’assetto posizionale del cane (motivazioni, emozioni ed arousal, livello di attivazione emozionale)
c) offrire delle soluzioni tampone come la ricerca di bocconcini a terra che possano aiutare il proprietario ad affrontare senza pericoli le passeggiate che prevedono il passaggio di biciclette.

3 – Se il livello di attivazione e reattività del soggetto al passaggio della bicicletta è medio/alto sarà necessario contattare un veterinario comportamentalista e un istruttore cinofilo che sappiano:
a) darvi delle soluzioni tampone per evitare episodi spiacevoli di morsicatura di persone da parte del cane
b) abbassare i livelli di reattività del soggetto attraverso un intervento nella sistemica emozionale e cognitiva del cane e della famiglia;
c) darvi la possibilità di disciplinare attraverso dei giochi l’attività predatoria del cane. L’adeguatezza dell’uso corretto di alcuni giochi in particolari quelli a sfondo predatorio o competitivo deve essere prescritta da figure professionali che abbiano fatto una corretta valutazione del cane e della partnership con le figure di riferimento.

4 – Cercate sempre di anticipare il soggetto nel rilevamento del passaggio della bici e prendere percorsi alternativi che evitino al cane la responsabilità di intervenire.

5 – Prendere la buona e sana abitudine di interporvi tra il cane e lo stimolo in movimento cercando di defocalizzare l’attenzione del cane dal target bici.

6-Aumentate il livello di coinvolgimento del cane durante le passeggiate, ad esempio la mobility dog urbana. Rendetele più interattive e divertenti.


B4 Il cane ringhia incontrando un altro cane in ambiente esterno

1 – Questa che ci apprestiamo a descrivere è forse la situazione che più si verifica quando portiamo il nostro cane a fare una passeggiata in esterno, soprattutto se in un contesto urbano.

2 – Le situazioni in cui il cane può ringhiare ad un altro cane e manifestare comportamenti avversativi nei confronti dei conspecifici possono essere davvero molteplici ed ognuna meriterebbe pagine su pagine di approfondimento.

3 – Cerchiamo di stilare un elenco seppure approssimativo delle situazioni in cui più comunemente vi potete trovare:
a) con il cane la guinzaglio, incontriamo un altro cane dello stesso sesso sullo stesso marciapiede;
b) stessa situazione del punto a, l’incontro è con un cane di sesso opposto;
c) al guinzaglio con un cane molto più piccolo di dimensioni dello stesso sesso o di sesso opposto;
d) al guinzaglio con un cane molto più grande di dimensioni, dello stesso sesso o di sesso opposto;
e) il nostro cane adulto incontra al guinzaglio un cucciolo maschio o femmina;
f) viceversa del punto e);
g) tutte le situazioni precedenti, senza il guinzaglio su spazio aperto tipo parco o area per cani.

4 – Non potendo entrare nello specifico di ogni singola situazione, consci di poter dare delle indicazioni tecniche che necessiterebbero di un alto livello di conoscenza del linguaggio del cane e che per essere applicate richiedono un adeguatezza molto specifica.

5 – Proprio per questa complessità ci limitiamo ad offrire delle indicazioni di massima su le seguenti situazioni:
a) quando i cani si trovano al guinzaglio
b) quando si trovano liberi
c) quando si accende una baruffa o una vera e propria rissa.

6 – È necessario tuttavia specificare che in una situazione di tensione tra due cani il ringhio è un segnale comunicativo qualcosa che fa parte della comunicazione del cane cui non seguirà necessariamente una rissa anzi spesso serve proprio ad evitarla.

7 – Oltre al ringhio ci sono tanti altri indizi comunicativi che è necessario osservare per giudicare il livello di intensità della minaccia:
a) la piloerezione anteriore e/o posteriore
b) la posizione della coda e l’ampiezza del movimento
c) la posizione del baricentro del cane
d) la mimica facciale

8 – Quando i cani si incontrano al guinzaglio e si ringhiano è necessario tenerlo morbido e mai in tensione.

9 – Assecondate le traiettorie dei cani evitando che i guinzagli si intreccino.

10 – Non gridare

11 – Parlare con tono di voce calmo e rilassato, cercando di rassicurare il vostro cane che è tutto ok!

12 – Non toccare mai il cane in questa fase, né con le mani né con le gambe, cercando di spostarlo. Sentirsi toccato potrebbe portare il cane a sentirsi spalleggiato da voi e decidere di attaccare l’altro.

13 – Fate completare il giro in cui i cani si annusano il posteriore e i genitali, lasciateglielo fare un paio di volte e prima che aumenti di intensità e la traiettoria si restringa, allungate il guinzaglio e fate due passi indietro, richiamando il cane con tono amichevole.

14 – Quando il vostro cane da libero incontra un altro cane e ringhia, i principi da applicare sono gli stessi di quando ci troviamo al guinzaglio tuttavia sono importanti alcune precisazioni.

15 – Mentre i cani si stanno ringhiando non dobbiamo assolutamente urlare o toccare i cani

16 – Mentre si stanno annusando e compiendo una traiettoria ellittica, allontaniamoci dal cane dalle sue spalle e con tono amichevole invitiamolo a seguirci, non appena avveriamo che si sta allentando la tensione dell’incontro e della comunicazione. Richiamare prima che i due soggetti abbiano finito di interloquire, non è opportuno. Il nostro cane potrebbe affrettare il disimpegno dalla pressione comunicativa che gli sta mettendo l’altro cane e allontanandosi più velocemente per via del vostro richiamo potrebbe subire un attacco alle spalle. L’altro cane vedendo il vostro allontanarsi, potrebbe intenderlo come un segno di fuga e trovare così la forza di attaccarlo. Date modo ai cani di spiegarsi e sappiate cogliere l’attimo positivo di richiamare, allentando la tensione. Sarebbe importante che anche l’altro proprietario facesse lo stesso.

17 – Al suo arrivo lodiamolo moltissimo con la voce

18 – Se il cane si attarda nel seguirvi, non innervositevi, non aumentate il tono della voce e date il tempo al cane di finire il dialogo con il suo interlocutore conspecifico. Quando un cane si sta confrontando con un altro deve rispettare certe regole di conversazione e non può darci ascolto, si metterebbe in pericolo, rischierebbe di essere attaccato correndo verso di noi

19 – Pazienza e fiducia, sono le caratteristiche fondamentali per evitare che dal ringhio si passi all’azione

20 – Se dovesse accadere che due cani inizino a mordersi, è necessario non andare nel panico e non iniziare ad urlare, bensì mantenere il sangue freddo. Cercate di fermare il soggetto tra i due che sta avendo la meglio e gettandogli dell’acqua in bocca o sulle narici, in modo da indurre il cane a liberare la presa.

Cosa fare per impedire che accada di nuovo

1 – Se il ringhio e le posture di minaccia sono di bassa intensità contattiamo un educatore cinofilo che sappia:
a) leggere correttamente le posture del cane e interpretarle correttamente
b) mettervi a conoscenza dei segnali comunicativi tra cani (segnali calmanti, di pacificazione, di criptazione) in modo da mettervi nelle condizioni di interpretare correttamente il significato di alcuni comportamenti sociali del vostro cane ed evitare di metterlo a confronto con alcuni soggetti che possono metterlo in difficoltà.
c) costruire un progetto pedagogico atto a sedimentare delle buone competenze sociali attraverso percorsi di socializzazione corretta in gruppi equilibrati.

2 – Se il vostro cane ha innescato delle risse o scaramucce pesanti, contattate un veterinario comportamentalista ed un istruttore cinofilo che sappiano:
a) abbassare il livello di reattività del soggetto nelle situazioni sociali
b) dotarvi degli strumenti che possano mettervi al sicuro rispetto ai livelli di pericolosità del cane, ad esempio la vestizione delle museruola
c) inserirvi all’interno di classi di comunicazione appositamente disegnate sul vostro cane, attraverso il coinvolgimento di cani particolarmente dotati da un punto di vista comunicativo, i cosiddetti teaching dogs o cani tutor.

3 – Prevenire è meglio che curare! Per essere sicuri che il vostro cane abbia un sereno rapporto con gli altri cani, assicurarsi che durante la sua fase evolutiva dagli 0 ai 2 anni abbia la possibilità di fare tante esperienze sociali intraspecifiche. Per far questo è necessario che il cane abbia ricevuto:
a) un buon livello di socializzazione primaria entro i 60 giorni
b) frequentare puppy class, ovvero classi di socializzazioni per cuccioli o teen class, classi di socializzazioni per adolescenti.
c) costruirsi una routine che favorisca la formazione di una cerchia di amici co cui il cane si trova bene e che sia in grado di accogliere l’ingresso di cani estranei, senza scadere in dinamiche territoriali, particolarmente fastidiose, all’interno di spazi urbani.